Fama sui social, illegalità in laboratorio: maxi-blitz a Marianella, chiusa la cornetteria dei record

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Operazione dei carabinieri
Operazione dei carabinieri

NAPOLI – Un impero fondato sui social, con un milione e mezzo di follower a certificare un successo apparentemente inarrestabile. Video virali da migliaia di visualizzazioni che mostravano cornetti farciti all’inverosimile, creme traboccanti e clienti in fila a ogni ora del giorno e della notte. Questa era l’immagine patinata, quasi da favola imprenditoriale, di una delle più celebri caffetterie-cornetterie della città, situata nel cuore del quartiere Marianella. Una facciata scintillante che, però, è crollata rovinosamente nella mattinata di oggi, 11 giugno 2026, quando le luci blu dei lampeggianti hanno squarciato la routine del locale.

A bussare alla porta non erano i soliti clienti affamati, ma i Carabinieri della stazione locale, accompagnati dal personale ispettivo dell’ASL Napoli 1 Centro. Un controllo mirato, scaturito forse proprio da quell’enorme esposizione mediatica che, se da un lato garantiva profitti, dall’altro accendeva un faro difficile da ignorare. E dietro le quinte di quel palcoscenico digitale, i militari e i tecnici sanitari hanno scoperto una realtà ben diversa, fatta di grave illegalità e rischi per la salute pubblica.

Il primo, durissimo colpo alla narrazione social è arrivato sul fronte del lavoro. Gli uomini dell’Arma hanno immediatamente individuato due dipendenti che operavano completamente “in nero”, senza alcun contratto, tutela o contribuzione. Una violazione che è costata carissima al titolare: è scattata una sanzione di circa 36.000 euro, a cui si sono aggiunti ulteriori 24.000 euro per altre irregolarità amministrative. Un totale di 60.000 euro di multe solo per la gestione del personale, a testimonianza di un sistema consolidato di sfruttamento.

Ma lo scenario più allarmante si è palesato agli occhi degli ispettori dell’Asl. Quello che doveva essere un laboratorio di delizie si è rivelato un ambiente con gravi carenze igienico-sanitarie. Sono state riscontrate ben tre non conformità definite “gravi”, che hanno portato al sequestro di una quantità impressionante di materie prime e prodotti finiti: ben 450 chilogrammi di alimenti. Impasti, creme, farciture e preparati vari, conservati in condizioni precarie e di dubbia tracciabilità, sono stati sottratti alla catena produttiva per evitare potenziali rischi per le centinaia di consumatori giornalieri. Per queste violazioni è stata contestata un’ulteriore sanzione amministrativa di 5.000 euro.

Le conseguenze per il titolare, un giovane imprenditore assurto a star del web, sono state immediate e pesanti. Oltre al salatissimo conto delle sanzioni, per lui è scattato il deferimento in stato di libertà all’Autorità Giudiziaria. L’attività, un tempo tempio del food porn napoletano, è stata immediatamente sospesa. I sigilli apposti all’ingresso segnano la fine, almeno per ora, di un sogno digitale che si è infranto contro la dura realtà della legge e delle norme sanitarie. Un castello di carte, costruito a colpi di like e condivisioni, crollato sotto il peso di un retrobottega oscuro e illegale.

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