Federer su Sinner e Alcaraz: lezione sulla longevità

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Sport tennis
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La longevità di Roger Federer ha sempre avuto un fondamento preciso: una gestione fisica esemplare. Lo svizzero, che ha giocato ad altissimi livelli fino a quasi 40 anni, ha raramente subito infortuni gravi, un fattore che gli ha permesso di disputare 81 Slam consecutivi, senza saltare un Major per oltre 20 anni.

In una conferenza stampa tenuta in vista della sua introduzione nella Hall of Fame, il campione ha offerto una riflessione sugli stop che hanno condizionato tennisti come Jannik Sinner e Carlos Alcaraz. “Il momento peggiore per infortunarsi è proprio prima del Roland Garros, perché poi hai Parigi e Wimbledon uno dopo l’altro. Questo rende tutto molto più difficile per il resto della stagione, come abbiamo visto”.

Federer ha poi svelato la sua filosofia. “Ho sempre cercato di mantenere un programma equilibrato, con abbastanza riposo, anche se è più facile a dirsi che a farsi. Ho anche corso dei rischi, aggiungendo tornei che forse non avrei dovuto giocare, ma sono riuscito a superarli. È importante dare priorità a ciò che conta davvero per te”. Un esempio è la sua costante partecipazione all’ATP 500 di Basilea, il torneo di casa, a cui ha sempre attribuito un’importanza particolare.

La gestione del calendario, secondo lo svizzero, è una necessità imprescindibile nel tennis moderno. Saper fare delle scelte, anche a 23 o 25 anni, significa capire quando è il momento di rallentare per preservare il proprio corpo. Ogni giocatore ha periodi dell’anno in cui punta a raggiungere il massimo della forma. “Non puoi essere al 100% venti volte l’anno”, ha sottolineato Federer, evidenziando come l’esborso fisico richiesto oggi sia maggiore rispetto agli inizi della sua carriera.

Durante l’incontro con la stampa, è stato chiesto a Federer contro quale giocatore attuale avrebbe voluto misurarsi. La sua risposta ha evocato un match che avrebbe entusiasmato milioni di appassionati: “Forse contro Alcaraz, penso sia un giocatore entusiasmante. Purtroppo mi sono perso questa generazione a causa dei miei problemi al ginocchio”.

Il campione svizzero ha ammesso di non aver mai avuto l’occasione di affrontare né Carlos Alcaraz né Jannik Sinner in un match ufficiale, avendo condiviso con loro solo qualche sessione di allenamento quando stavano emergendo nel circuito. Un rimpianto legato alla fase finale della sua carriera.

Infine, Federer ha espresso fiducia nel futuro del rovescio a una mano, un colpo che ha definito la sua carriera. Nonostante la sua rarità nel tennis di vertice, con giocatori come Musetti e Shapovalov a portarne avanti la tradizione, lo svizzero si è detto convinto che l’eleganza di quel gesto non sia destinata a scomparire.

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