Nuova vita professionale in vista per Ciro Immobile. Dopo aver annunciato il suo ritiro dal calcio giocato poche settimane fa, per l’ex centravanti si sono spalancate le porte di un prestigioso incarico istituzionale. Il presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio, Giovanni Malagò, lo ha infatti contattato direttamente per proporgli un ruolo di primo piano all’interno della struttura federale.
L’indiscrezione è stata lanciata dal Corriere della Sera, secondo cui l’idea di coinvolgere l’ex bomber sarebbe venuta proprio al numero uno della FIGC. Tra Malagò e il campione d’Europa ci sarebbe stato un contatto telefonico esplorativo, un primo passo per sondare la disponibilità dell’ex attaccante a intraprendere un percorso dirigenziale. Al momento, nessuna delle parti in causa ha confermato o smentito la notizia, ma il silenzio alimenta le speculazioni su un possibile accordo futuro.
Il progetto è ambizioso: inserire la punta campana nella squadra dirigenziale che sta ridisegnando il futuro del calcio italiano. Si tratterebbe di un ruolo operativo, che lo vedrebbe affiancare altre icone del nostro sport già presenti in federazione con compiti diversi, come Claudio Ranieri, Gianfranco Zola e Gabriele Oriali. L’obiettivo è quello di portare esperienza diretta dal campo e una mentalità vincente ai vertici del movimento.
La scelta non sarebbe casuale. Il profilo del giocatore è considerato ideale per la visione di rinnovamento voluta dal presidente. È un campione moderno, un leader carismatico che ha saputo trascinare i compagni sia nel club che in Nazionale, con cui ha conquistato da protagonista l’Europeo del 2021. La sua esperienza internazionale, maturata con le maglie di Borussia Dortmund e Siviglia, e la sua profonda conoscenza delle dinamiche dello spogliatoio rappresenterebbero un patrimonio inestimabile.
Sebbene i dettagli del possibile incarico non siano ancora noti, si ipotizza un ruolo a stretto contatto con l’area tecnica delle Nazionali. Potrebbe diventare un punto di riferimento per gli attaccanti delle varie selezioni azzurre, dall’Under 17 alla squadra maggiore, trasmettendo la sua arte del gol alle nuove generazioni. Un’altra ipotesi lo vedrebbe impegnato come figura di raccordo tra la Federazione e i club, forte della sua lunga e prestigiosa militanza in Serie A.
La sua carriera parla da sola. Cresciuto nel settore giovanile della Juventus, è esploso a Pescara sotto la guida di Zdeněk Zeman, per poi affermarsi con le maglie di Genoa e Torino. Dopo le parentesi all’estero, ha trovato la sua consacrazione definitiva alla Lazio, club di cui è diventato capitano, bandiera e miglior marcatore di tutti i tempi, vincendo anche la Scarpa d’Oro nel 2020.
Il percorso è appena iniziato e le prossime settimane saranno decisive per capire se il corteggiamento della FIGC si trasformerà in un contratto ufficiale. Il calcio italiano potrebbe presto riabbracciare uno dei suoi figli più amati in una nuova veste, pronto a contribuire alla crescita del movimento anche fuori dal rettangolo di gioco.



