FIGC, Malagò tra le critiche di Maldini e il caso Bianchedi

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Cronache Mercato
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Una domenica recente si è rivelata particolarmente complessa per il presidente della FIGC, Giovanni Malagò, che si è trovato a gestire due fronti di alta tensione. La giornata è iniziata con la lettura di un’intervista che ha innescato una forte reazione emotiva, per poi concludersi con l’emergere di un nuovo caso istituzionale che ha colto di sorpresa l’intero ambiente federale.

Il primo scossone è arrivato dalle pagine di un quotidiano nazionale, dove sono state pubblicate le dichiarazioni di Paolo Maldini. Una frase in particolare ha colpito duramente il presidente federale: “Malagò non è stato ai patti”. Queste parole hanno generato profondo dispiacere e amarezza nel vertice della Federcalcio, che non si aspettava un attacco così diretto e pubblico.

La sorpresa è stata acuita dal fatto che lo stesso Malagò, solo pochi giorni prima, aveva manifestato pubblicamente l’intenzione di incontrare Maldini al termine delle vacanze per un confronto sereno. Alla luce di questa intervista, tale incontro appare ora improbabile. Anzi, secondo alcune indiscrezioni, l’episodio potrebbe aver rafforzato nel presidente la convinzione di aver agito correttamente nell’allontanarsi da una figura percepita come poco incline al dialogo e alla mediazione.

Come se non bastasse, alla questione Maldini si è aggiunta una nuova grana legata a una nomina strategica. Malagò ha infatti deciso di designare Diana Bianchedi come nuova capodelegazione della Nazionale, una mossa che ha immediatamente sollevato un polverone per le sue modalità.

È emerso che il presidente ha agito in totale autonomia, senza un preventivo confronto con figure chiave dell’area tecnica. Né il commissario tecnico Roberto Mancini, né il coordinatore delle Nazionali Claudio Ranieri sono stati consultati prima della decisione, venendone a conoscenza a cose fatte.

Anche la comunicazione istituzionale è stata gestita in modo irrituale. Il presidente del CONI, Buonfiglio, sarebbe stato informato da Malagò solo nella tarda serata precedente all’annuncio ufficiale, mentre la stessa Bianchedi lo avrebbe contattato solo la mattina successiva, a nomina già resa pubblica.

Questa procedura ha spiazzato gran parte, se non la totalità, delle componenti federali, generando sconcerto e malumore. Nonostante il subbuglio creato dalle sue scelte, il presidente della FIGC si è mostrato convinto che non emergeranno problemi significativi, una tranquillità che stride con il clima di tensione che le sue azioni hanno contribuito a creare.

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