La Fiorentina ha tracciato le linee guida per il futuro, puntando a diventare una squadra “competitiva e duratura”. Il direttore sportivo Fabio Paratici e il direttore generale Alessandro Ferrari hanno esposto la visione della società al Viola Park, al ritorno da un incontro negli Stati Uniti con la proprietà. Il dg Ferrari ha ribadito con fermezza: “La società non è in vendita e i Commisso rappresentano il presente e il futuro della Fiorentina”.
L’obiettivo, come spiegato da Paratici, è portare il club al massimo della competitività attraverso un percorso che va oltre il singolo calciomercato. “Serve un discorso che parte da competenze specifiche di alto livello e una forma mentis che deve iniziare dall’organizzazione societaria”, ha affermato il ds. La sua filosofia rifugge la stasi: “Non accetto che si possa arrivare ottavi per quattro anni di seguito. Preferisco un anno al quattordicesimo posto per poi puntare stabilmente tra il quarto e il sesto. Serve costruire qualcosa di continuativo, anche con cadute che però portino a forti ripartenze”.
Sul fronte del mercato, il club ha fatto chiarezza su alcuni nomi centrali. Per Moise Kean, dopo un primo incontro con il suo entourage, la posizione è definita. Paratici lo ha descritto come “un patrimonio del calcio italiano e della Fiorentina”. Ha poi aggiunto: “Speriamo che sia il nostro centravanti, ma nessun club è mai completamente padrone del proprio mercato di fronte a offerte importanti”. La punta della Nazionale partirà quindi solo in presenza di una proposta economica irrinunciabile.
Diverso il discorso per Cher Ndour, che il direttore sportivo ha definito praticamente incedibile. “È al centro del progetto della Fiorentina, ha fatto una buonissima seconda parte di stagione e ci aspettiamo che migliori ancora”. Attenzione anche ai giovani come Comuzzo, che “ha grande valore”, mentre per Dodô, che ha 28 anni e “legittime ambizioni”, si valuteranno le prossime mosse.
La strategia generale del mercato sarà “elastica”, basata su offerte e opportunità che si presenteranno. “Abbiamo delle strategie, ma è tutto correlato. Il mio obiettivo è creare qualcosa di importante che non è per forza legato al monte ingaggi”, ha precisato Paratici. Ha anche sottolineato come l’attrattiva della Fiorentina resti intatta grazie alla sua storia, indipendentemente dai risultati recenti.
La scelta del nuovo tecnico è ricaduta su Fabio Grosso, un allenatore dal profilo moderno. “Da un tecnico di livello ci aspettiamo che ragioni in termini aziendali, comprendendo le sfaccettature del club”, ha commentato il ds. Infine, il dg Ferrari ha toccato altri temi, come il rapporto con Giancarlo Antognoni, per cui ha auspicato una risoluzione, e il restyling dello stadio Franchi, confermando l’interesse a contribuire economicamente al progetto.












