Fratelli Marrandino ammazzati: Mangiacapre ora chiede scusa. Chiesta la conferma della pena

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Claudio Marrandino e Marco Marrandino
Claudio Marrandino e Marco Marrandino

CESA – Si è svolta l’udienza davanti alla Prima Sezione della Corte d’Assise d’Appello di Napoli, presieduta dalla dottoressa Saraceno, nel procedimento a carico di Antonio Mangiacapre, imputato per l’omicidio dei fratelli Claudio Marrandino (foto a sinistra) e Marco Marrandino (foto a destra), uccisi a colpi di arma da fuoco nel giugno 2024 all’uscita di Succivo sulla Nola-Villa Literno, per un episodio legato a un banale dissidio di viabilità. Nel corso della discussione, il procuratore generale, dottoressa Aschettino, ha chiesto la conferma della pena dell’ergastolo con isolamento diurno per tre anni, già inflitta in primo grado, ritenendo pienamente sussistenti le aggravanti contestate e la massima responsabilità penale dell’imputato.

Analoghe conclusioni sono state rassegnate anche dai difensori delle parti civili, gli avvocati Luigi Poziello e Dario Carmine Procentese, che hanno chiesto la conferma della pena massima. I due legali, legati da un rapporto di lunga amicizia con l’avvocato Marco Marrandino, hanno sottolineato la ricostruzione dei fatti già accolta in primo grado, insistendo sulla particolare efferatezza dell’azione e sulla necessità di una conferma integrale della sentenza.

Di segno opposto la linea della difesa dell’imputato, rappresentata dall’avvocato Giuseppe Stellato, che ha invece chiesto l’esclusione della circostanza aggravante dei futili motivi e la concessione delle attenuanti generiche, prospettando una diversa valutazione giuridica dei fatti e una conseguente rideterminazione della pena. L’udienza finale è fissata per domani, quando prenderà la parola l’avvocato Paolo Caterino per la sua arringa difensiva. Al termine della discussione, la Corte si ritirerà in camera di consiglio per la lettura del dispositivo della sentenza, che rappresenterà il verdetto definitivo di secondo grado sulla vicenda giudiziaria.

L’imputato ha scritto una lettera di scuse ai familiari delle vittime: “Chiedo scusa a tutti, ai familiari, alla Corte e a tutti coloro che sono stati colpiti da questa vicenda ed attendo con ansia una decisione, che voglia anche considerare quell’esasperazione ed erronea valutazione che mi indussero ad agire in così errata maniera. Mi scuso ancora, e chiedo perdono, pur sapendo di non meritarlo”.

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