Frutta d’autunno, tesori in tavola

Mangiare prodotti stagionali è salutare e promuove un’agricoltura ecosostenibile

NAPOLI (Angelo Baldini) – Settembre è iniziato già da un po’. “L’estate sta finendo e un altro anno se ne va” cantavano i Righeira. Non lasciamoci prendere troppo dalla malinconia però. Sta arrivando l’autunno con il suo carico di frutta e verdura e stagionali. Ebbene sì, l’autunno non è soltanto il preludio all’inverno e alla basse temperature, ma è una stagione caratterizzata da tantissimi colori. Colori caldi e intensi che si sprigionano proprio quando la natura sta per portare a termine il suo ciclo di vita annuale. La stagione in cui poter assaporare una vasta scelta di frutta e verdura.

Frutta stagionale per una dieta equilibrata ed ecosostenibile

Arricchire la propria dieta di frutta e verdura stagionale è una pratica fondamentale per seguire uno stile di vita sano e sostenibile per l’ambiente. Rispettare i ritmi di maturazione naturali della frutta ci permette infatti di accedere con più facilità ad alimenti freschi, biologici e a chilometro zero. Senza ricorrere a frutta fuori stagione coltivata in campi con pratiche agricole intensive e provenienti da chilometri e chilometri di distanza. Sostenere le coltivazioni locali può evitare le emissioni di migliaia di tonnellate di anidride carbonica e abbassare l’erosione dei suoli.

La migliore frutta autunnale

Tra la migliore frutta autunnale, degni di nota sono i cachi, la melagrana, le noci e la zucca. I cachi sono ricchissimi di betacarotene. Questo è un potente antiossidante ed è una ricca fonte di vitamina A. La vitamina A consente alle ossa di crescere in modo omogeneo e ha benefici sulla pelle e sulla vista. Il caco è anche molto ricco di zuccheri, non va quindi mangiato in quantità spropositate. Sopratutto se si soffre di diabete o di obesità. La melagrana invece è il frutto diventato famoso grazie al mito di Persefone, la figlia di Demetra e di Zeus che venne rapita da Ade, il dio dell’oltretomba. E’ ricca di vitamina A, una vitamina che si contraddistingue per la sua capacità di fornire una risposta immunitaria al nostro organismo. Le noci frutto tipico dell’autunno e del periodo natalizio sono ricche di Omega3, grassi polisaturi fondamentali per l’uomo perché il nostro corpo non è in grado di sintetizzarli. Sono particolarmente utili in età infantile per il corretto sviluppo del sistema cardiovascolare, del cervello e degli occhi. La zucca, infine, spesso associata a Halloween, la festività celtica diventata molto popolare anche in Italia negli ultimi anni, contiene molto potassio, fosforo e calcio. Sali minerali fondamentali per il fabbisogno energetico del nostro corpo. Tra la varietà di frutta autunnale tipica della Campania, come non menzionare la mela Annurca, un tipo di mela che cresce in tutte e cinque le province campane ma il suo luogo di origine viene fatto risalire all’area flegrea. Recenti studi sostengono che venisse coltivata già in epoca preromana dalle popolazioni degli Osci e dei Sanniti. Costituisce circa l’80% di tutta la produzione di mele della regione e circa il 5% della produzione nazionale. La sua produzione annuale si attesta a circa 60mila tonnellate di media. Cresciuta dopo aver rischiato l’estinzione durante la seconda guerra mondiale. Viene esportata anche in altre regioni come Lazio, Lombardia, Piemonte e Toscana. La mela Annurca si contraddistingue per il suo elevato contenuto di acqua. E’ infatti composta da circa l’84% di acqua ed è inoltre ricca di vitamine. In particolare delle vitamine A, B e C. Contiene diversi acidi, acido malico e ossalico, e sali minerali: potassio, calcio, magnesio, manganese, ferro e fosforo. Nelle sua buccia sono contenute molte fibre, soprattutto pectine. La mela Annurca ha un sapore molto dolce, ma nonostante questa dolcezza ha un basso apporto calorico. 100 grammi forniscono soltanto 40 kilocalorie. Questo perché è molto povera di lipidi e proteine. Proprio per tal motivo è indicata in tantissime diete e anche in quelle per le persone che soffrono di diabete. La raccolta delle mela Annurca inizia a metà settembre. I frutti vengono raccolti ancora acerbi, non appena cadono dagli alberi per evitare che si decompongano. Non appena raccolti inizia la fase di maturazione detta “arrossamento”, ovvero quel processo di esposizione al sole che conferisce alle mele il tipico colore rosso. Una volta terminato l’arrossamento, i frutti vengono posti su delle strisce di terreno ricoperte da graticci di paglia e regolarmente bagnate e girate a mano. In antichità questa operazione veniva svolta dalle donne.

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