Giustizia, Bongiorno: “Dal M5S no soluzioni, sì a processi rapidi e carriere separate”

La dichiarazioni del Ministro della Pubblica Amministrazione

Foto Roberto Monaldo / LaPresse 25-10-2018 Roma Politica Ministero della Giustizia - Presentazione della legge "Codice rosso" contro la violenza sulle donne Nella foto Giulia Bongiorno Photo Roberto Monaldo / LaPresse 25-10-2018 Rome (Italy) Ministry of Justice - Presentation of the "Red Code" law against violence to women In the photo Giulia Bongiorno

MILANO – “L’obiettivo della Lega è quello di accelerare i tempi del processo e garantire l’indipendenza della magistratura. Se la proposta fosse stata questa, sarebbe stata approvata in tre minuti. Ma la verità è che io ho sempre detto a Bonafede che nel loro progetto mancavano le soluzioni, che non è effettivamente incisivo. E poi che, appunto, abbiamo bisogno di una riforma complessiva”.

Così la ministra della Pubblica amministrazione Giulia Bongiorno in un’intervista al Corriere della sera, a proposito della riforma della giustizia. Quanto alle accuse alla Lega di voler limitare le intercettazioni, “ma per piacere… io – risponde Bongiorno – su questo argomento ho avuto veri e propri scontri con Silvio Berlusconi, ho sempre detto che le intercettazioni sono indispensabili. Non vogliamo né cancellarle e neanche negare il diritto di cronaca. Vogliamo però che si creino degli archivi riservati che chiudano una volta per tutte il mercato dell’intercettazione gossip”.

“Il problema – conclude Bongiorno – non è solo fissare un tempo, come non è un problema scrivere una legge. Bisogna scrivere una legge efficace: già oggi in legge si dice che un udienza può essere fatto il giorno dopo. Poi, però, occorre che sia possibile. E dunque i termini devono essere effettivi. Nella riforma è prevista l’azione disciplinare a carico del magistrato che superano i termini, ma solo per negligenza inescusabile. Che può derivare, per esempio, dai carichi di lavoro. Ma così rischiamo che le sanzioni siano aggirabili. Per questo abbiamo proposto l’ingresso in tribunale dei manager: giurisdizione ai giudici e l’amministrazione ai manager. Ma i 5 Stelle non sono d’accordo”.

(LaPresse)

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