Nella carriera di Oliver Glasner esiste un prima e un dopo il 4 agosto 2011. A quella data, l’attuale tecnico era un difensore centrale e capitano del Ried, club in cui ha trascorso quasi tutta la sua vita da calciatore. Quel giorno, mentre si trovava con la squadra a Copenaghen per affrontare il Brondby in un turno di qualificazione all’Europa League, la sua vita ha subito una svolta drammatica.
La mattina della partita, l’allora 36enne ha avvertito una fitta improvvisa e anomala alla testa. Visto il persistere del dolore, il medico sociale ha deciso di accompagnarlo in ospedale per accertamenti. Da quel momento, i ricordi di Glasner si sono interrotti.
L’allenatore si è risvegliato il giorno seguente in un letto della clinica, scoprendo di essere stato operato d’urgenza per un’emorragia cerebrale. L’emorragia è stata probabilmente causata da uno scontro di gioco avvenuto nei giorni precedenti. Solo in seguito ha appreso di aver rischiato la vita e di essere stato salvato dalla prontezza dell’équipe medica danese. Un episodio che ha segnato profondamente la sua percezione, tanto da conservare una foto di quel momento mostrata solo ai familiari.
L’incidente ha rappresentato un punto di svolta. Glasner ha deciso di ritirarsi dal calcio giocato per intraprendere la carriera da allenatore, iniziando il suo percorso nel club della sua città, Salisburgo.
Qui ha iniziato come vice di Roger Schmidt, uno dei tecnici emersi dalla galassia Red Bull. In quel periodo ha lavorato per la prima volta a stretto contatto con Ralf Rangnick, nominato proprio in quell’anno direttore sportivo sia del Salisburgo sia del Lipsia.
La sua ascesa come allenatore non è stata immediata, ma ha registrato un’accelerazione decisiva con il suo arrivo in Germania nel 2019. Alla guida del Wolfsburg ha conquistato la qualificazione alla Champions League nel 2021.
L’anno successivo ha raggiunto l’apice della sua carriera europea, portando l’Eintracht Francoforte alla storica vittoria dell’Europa League. Questi successi hanno attirato l’attenzione dei club di Premier League, fino al suo approdo sulla panchina del Crystal Palace nel febbraio del 2024.
Glasner è conosciuto per la sua spiccata empatia, una qualità che applica sia nella gestione dello spogliatoio sia nel rapporto con i media, spesso caratterizzato da un tono ironico e diretto. Dal punto di vista tattico, il suo marchio di fabbrica è un 3-4-2-1 fluido, un sistema di gioco capace di trasformarsi rapidamente in un 4-4-2 a seconda delle fasi della partita.
I principi chiave del suo calcio sono la verticalità, la ricerca costante dei cross dalle fasce e l’enfasi sui duelli individuali. Un approccio pragmatico e intenso che ha caratterizzato tutte le sue squadre e che rappresenta il suo biglietto da visita nel panorama internazionale.






