Il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera definitivo al decreto legislativo che introduce una stretta contro il cosiddetto greenwashing, ovvero l’ecologismo di facciata praticato dalle imprese. La nuova normativa, che recepisce una direttiva europea, mira a garantire una maggiore chiarezza nelle comunicazioni ambientali dei prodotti e dei servizi. L’obiettivo è tutelare i consumatori da messaggi pubblicitari fuorvianti e promuovere una concorrenza leale tra le aziende veramente impegnate nella transizione ecologica.
In base al nuovo testo, saranno considerate pratiche commerciali sleali tutte quelle comunicazioni che vantano benefici ambientali generici, vaghi o non verificabili. Frasi come ‘eco-friendly’, ‘amico dell’ambiente’ o ‘prodotto green’ non potranno più essere utilizzate senza fornire prove concrete e facilmente accessibili, come certificazioni riconosciute o dati scientifici specifici sul ciclo di vita del prodotto. Sarà inoltre vietato esporre marchi di sostenibilità non basati su sistemi di certificazione ufficiali o stabiliti da autorità pubbliche.
Le sanzioni previste sono state significativamente inasprite. L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) avrà il potere di irrogare multe fino al 5% del fatturato annuo dell’azienda sanzionata a livello nazionale, con un massimo di 5 milioni di euro. Nei casi più gravi, l’autorità potrà disporre la sospensione dell’attività promozionale e la pubblicazione a spese dell’impresa di una rettifica su quotidiani e media digitali.
Le associazioni ambientaliste hanno accolto con favore il provvedimento. ‘È un passo fondamentale per premiare le aziende che investono seriamente nella sostenibilità e per smascherare chi usa l’ecologia solo come una strategia di marketing’, ha commentato un portavoce di un importante ente nazionale. ‘Ora la sfida sarà l’applicazione rigorosa della norma, per trasformare questo principio in un cambiamento tangibile per il pianeta e per le scelte d’acquisto dei cittadini’.
Il decreto entrerà in vigore 90 giorni dopo la sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, per consentire alle imprese di adeguare le proprie strategie di comunicazione e le etichette. L’obiettivo finale è quello di creare un mercato dove la sostenibilità non sia solo una parola, ma un criterio di scelta informato e consapevole, spingendo l’intero sistema produttivo verso pratiche più rispettose dell’ambiente.









