I migranti della ‘Alan Kurdi’ sbarcano a Malta

I 64 extracomunitari saranno ridistribuiti in altri Paesi dell'Unione Europea

ROMA – I 64 migranti a bordo della nave  ‘Alan Kurdi’ sbarcheranno a Malta. Lo ha reso noto il premier maltese Joseph Muscat. Il  primo ministro ha anche affermato che gli extra comunitari non resteranno sull’isola, ma saranno ridistribuiti in alcuni  paesi europei: Germania, Francia, Portogallo e Lussemburgo. Le autorità maltesi hanno evidenziato che il Paese non può  affrontare l’onere da solo.

L’odissea della ‘Alan Kurdi’ ha interessato 64 persone

Termina  il viaggio dei 64 stranieri da giorni in mare, in attesa di sapere quale porto europeo li avrebbe accolti. E’ stato tentato anche uno sbarco a Lampedusa: qui, era stato concesso solo alle donne e ai bambini, ma non agli uomini. La proposta è stata quindi rifiutata e la nave ha continuato il suo viaggio.

Il vicepremier Salvini: “Le ong non sono al  di sopra della legge”

Sulla vicenda si  è espresso il ministro dell’Interno Matteo Salvini: “Come promesso, nessun immigrato a bordo della nave Alan Kurdi arriverà in Italia. Verranno trasferiti in altre nazioni europee, a partire dalla Germania che è il paese di quella ong. E ora anche La Valletta fa benissimo a denunciare la pressione indebita e pericolosa delle Organizzazioni non governative. La vicenda della Alan Kurdi rafforza la collaborazione tra Italia e Malta contro i trafficanti di esseri umani: non possiamo essere lasciati soli a fronteggiare sbarchi e trafficanti di esseri umani. Ribadiamo, con forza, che le ong non sono al di sopra della legge. Noi e Malta siamo stati i primi a dirlo, e ora se ne accorgono in tutta Europa”.

Il commento della Commissione europea

E sulla vicenda della ‘Alan Kurdi si è espressa anche la portavoce della Commissione europea  Natasha Bertaud: “Grata che sia stata trovata una soluzione per i migranti a bordo della nave Alan Kurdi. Lo sbarco avverrà a Malta oggi. Questo è stato possibile grazie alla collaborazione di Malta, così come di Francia, Germania, Lussemburgo e Portogallo, con l’appoggio degli sforzi diplomatici e del coordinamento da parte della commissione europea nella scorsa settimana“.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome