Il Movimento 5 Stelle contro Andrea Mura: o la vela o il Parlamento

I capigruppo di Camera e Senato del Movimento 5 Stelle si sono dissociati da Mura

LaPresse / Nicolò Campo
di Maria Elena Ribezzo

ROMA (LaPresse) – Non usa mezze misure il Movimento 5 Stelle con Andrea Mura: deve scegliere, o la vela o il Parlamento. Con il suo 96% di assenze a Montecitorio, il deputato pentastellato è diventato un recordman. Dalle colonne della Nuova Sardegna si è difeso spiegando che di averlo detto fin dall’inizio, non voleva fare il parlamentare ma “il testimonial per salvare gli oceani dalla plastica”. A quanto afferma, il Movimento sapeva del suo ‘ruolo’ e lo appoggiava. “L’attività politica non si svolge solo in Parlamento”, ha spiegato. “Si può svolgere anche su una barca. Io l’ho detto fin dall’inizio, anche in campagna elettorale, che il mio ruolo, più che quello di parlamentare, sarebbe stato quello di testimonial a difesa degli oceani”.

“Andrea Mura è il testimonial della casta a 5 stelle. Si dimetta e vada a fare la spalla agli spettacoli di Beppe Grillo, ha reagito il deputato di Forza Italia Ugo Cappellacci. “Evidentemente le sparate del guru Casaleggio sull’inutilità del Parlamento sono state prese in parola dai suoi adepti”, ha aggiunto Pina Picierno (Pd).

Alla levata di scudi dell’opposizione, che grida allo scandalo, i capigruppo di Camera e Senato del Movimento 5 Stelle si sono dissociati da Mura

Essere parlamentare, per Francesco D’Uva e Stefano Patuanelli, è “un privilegio, un servizio reso al Paese e ai cittadini, peraltro molto ben retribuito. E’ un incarico che richiede impegno quotidiano, lavoro, dedizione”. Se il deputato vuole continuare a dedicarsi ad altre attività, “ha una sola via da seguire”, affermano: “quella di presentare le dimissioni. Il nostro obiettivo è quello di dare soluzioni concrete ai problemi dei cittadini. Per farlo c’è bisogno di un impegno costante e attento”.

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