Il papa: “Non cedete alla cultura dell’odio e alla paura fomentata ad arte”

Anima, cuore e una chiara direzione di marcia, che per il pontefice è quella di uno sviluppo sostenibile in cui al centro non ci sia l'alta finanza, ma la persona e i suoi "diritti inalienabili".

Foto Filippo Monteforte / AFP in foto Papa Francesco

CITTA’ DEL VATICANO – L’etica e il bene comune sono stati “inquinati” da un “senso dilagante di paura che, fomentato ad arte, porta ad atteggiamenti di chiusura e di odio”. Con i ‘fratelli’ ortodossi di Romania, guidati dal patriarca Daniel, Papa Francesco pronuncia le sue parole più importanti nel primo giorno a Bucarest.

Il messaggio di papa Francesco

In una Europa dove i sovranismi non sfondano, ma in alcune nazioni comunque avanzano, il Pontefice chiede di non cedere alla tentazione di cadere nella “cultura dell’odio”. Al bando l’individualismo che “presenta spesso come via di sviluppo ciò che appare immediato e risolutorio, ma in realtà è indifferente e superficiale”, osserva. La fragilità dei legami isola e si ripercuote sulla famiglia, che è la “cellula fondamentale della società”. E ci chiede di “uscire e andare incontro alle fatiche dei nostri fratelli e sorelle, specialmente i più giovani”.

Il concetto di società civile

Anche perché, spiega il Papa alle autorità civili rumene, una società può dirsi veramente civile solo quando “prende a cuore la sorte dei più svantaggiati”. Per camminare insieme, ricorda Bergoglio, bisogna, in modo nobile, “rinunciare a qualcosa della propria visione o del proprio specifico interesse a favore di un disegno più ampio. In modo da creare un’armonia che consenta di procedere sicuri verso mete condivise”.

Verso una società inclusiva

Tutti, esorta, devono farsi protagonisti di una società inclusiva, mettendo le proprie capacità al servizio comune per una società dove “i più deboli, i più poveri e gli ultimi non sono visti come indesiderati, come intralci che impediscono alla ‘macchina’ di camminare, ma come cittadini e fratelli da inserire a pieno titolo nella vita civile”.

Anima, cuore e una chiara direzione di marcia, che per Papa Francesco è quella di uno sviluppo sostenibile in cui al centro non ci sia l’alta finanza, ma la persona e i suoi “diritti inalienabili”.

(LaPresse/di Elena Maria Ribezzo)

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