Smantellata la rete dei taxi illegali, in manette due uomini di Quarto e Giugliano per spaccio

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GIUGLIANO – Un esercito silenzioso che si muove all’alba, partendo da piazza Garibaldi per spingersi verso le coste flegree. È un fenomeno che non accenna a diminuire quello del caporalato e del lavoro sommerso, una piaga che i carabinieri della compagnia di Pozzuoli hanno messo al centro di un imponente servizio di controllo del territorio, scattato alle prime luci del mattino in diversi comuni dell’area. Il bilancio è pesante: 269 persone identificate, 131 veicoli controllati e sanzioni per quasi 47mila euro. Ma oltre ai numeri, è lo spaccato sociale a colpire, rivelando un ingranaggio criminale che muove decine di migliaia di euro al giorno.

Il terminal della Cumana a Licola è diventato il cuore pulsante di un sistema di trasporto abusivo. Qui, furgoni e auto private – spesso guidate da cittadini extracomunitari – attendono connazionali fin dalle 5 del mattino. Non si tratta solo di manodopera agricola destinata ai campi: molti sono pronti a percorrere chilometri di costa armati di ombrelloni, cianfrusaglie e merce contraffatta da rivendere ai bagnanti. La pericolosità di questo sistema è emersa chiaramente durante un inseguimento mozzafiato tra le strade di Licola. Un Fiat Doblò, con a bordo quattro stranieri, non si è fermato all’Alt dei militari. È scattata la fuga, finita poco dopo con l’abbandono del mezzo e la cattura dei fuggitivi. Il conducente, un 36enne, è stato denunciato per fuga pericolosa, mentre il furgone è finito sotto sequestro. In totale, sono quattro gli autisti di queste “navette della illegalità” finiti nei guai.

Il servizio ha spaziato su più fronti. Tra le violazioni più gravi, un 52enne è stato denunciato per aver circolato con una carta di circolazione contraffatta, mentre un 17enne si è reso protagonista di un’altra pericolosa fuga per evitare il posto di controllo. Le perquisizioni hanno poi portato alla luce un taglierino di 8 centimetri, sequestrato a un 59enne, e hanno fatto scattare le manette per un 50enne trovato fuori casa nonostante fosse ai domiciliari.

Parallelamente alla lotta al lavoro nero, l’attività dei carabinieri ha inferto un duro colpo allo spaccio locale. A Quarto, i militari hanno arrestato Antonio Passaretti, 47 anni, sorpreso mentre cedeva una dose. Addosso aveva 10 grammi di cocaina e 130 euro in contanti. A Pozzuoli, invece, è finito in manette Pietro Restivo, 40enne di Giugliano. Nella sua disponibilità, dopo perquisizioni personali e domiciliari, i Carabinieri hanno trovato 125 grammi di marijuana, un panetto di hashish da 135 grammi e oltre 2mila euro in contanti. Per lui, il magistrato ha disposto gli arresti domiciliari, mentre Passaretti è stato condotto in carcere.

Un’operazione che conferma come, dietro le pieghe del commercio abusivo e dello sfruttamento lavorativo, si muova spesso l’ombra della criminalità organizzata, pronta a capitalizzare su ogni forma di illegalità che infesta il litorale flegreo.

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