L’inchiesta sul mondo arbitrale della Serie A è entrata in una nuova fase operativa. Il pubblico ministero Maurizio Ascione ha infatti iniziato a sentire figure esterne all’associazione dei direttori di gara, allargando il perimetro dell’indagine che finora si era concentrata su arbitri e assistenti. La prima audizione di peso è stata quella di Riccardo Pinzani, attuale addetto agli arbitri per la Lazio.
Pinzani ha ricoperto un ruolo cruciale nella stagione 2024-25, periodo al centro delle verifiche della Procura. In quell’annata, è stato l’incaricato ufficiale della Figc per la gestione dei rapporti tra l’Aia e i club professionistici. Di fatto, era la figura di collegamento che dialogava costantemente con tutti gli addetti agli arbitri delle squadre di Serie A e Serie B fino al termine della stagione. La sua audizione, durata oltre tre ore, è considerata un passaggio chiave per ricostruire la rete di comunicazioni tra le società e la classe arbitrale.
Nel corso della stessa giornata, il pm Ascione ha ascoltato anche Andrea Butti, responsabile dell’Ufficio Competizioni della Lega Serie A. Butti è stato convocato come persona informata sui fatti, un atto necessario per acquisire elementi utili allo sviluppo delle indagini. Il suo coinvolgimento non è casuale e riveste una notevole importanza strategica per l’accusa.
La sua posizione di capo dell’Ufficio Competizioni lo porta infatti a mantenere un canale di comunicazione diretto e costante con il designatore arbitrale, Gianluca Rocchi, una delle figure centrali dell’inchiesta. I loro dialoghi, incentrati su necessità logistiche, di calendario e organizzative relative alle partite del campionato, potrebbero contenere dettagli di interesse investigativo e far luce su eventuali pressioni o anomalie nella gestione delle designazioni.
L’apertura di questo nuovo capitolo investigativo suggerisce che la Procura intende mappare l’intero sistema di relazioni che ruota attorno alle designazioni. È probabile che nelle prossime settimane vengano convocati anche altri addetti agli arbitri dei club di Serie A per fornire la loro testimonianza. Tra i nomi più attesi c’è quello di Giorgio Schenone, club referee manager dell’Inter.
Il suo possibile coinvolgimento è legato a una delle intercettazioni più significative agli atti, una conversazione tra Rocchi e il supervisore Var Gervasoni, in cui si farebbe riferimento a un non meglio specificato “Giorgio”. Gli inquirenti intendono accertare se quella menzione si riferisca proprio a Schenone e quale fosse il contenuto del dialogo. Il pm Ascione sta lavorando con tempi serrati, poiché a inizio luglio è previsto il suo trasferimento a Roma per un nuovo incarico presso la Procura Europea, un fattore che potrebbe accelerare le prossime mosse dell’indagine.








