L’incubo dei ricatti sessuali online a Pozzuoli: quattro arresti. Occhio ai profili falsi

Computer Lp - Dominic Lipinski/PA Wire

POZZUOLI – Ricatti sessuali online, quattro arresti. E’ quanto è emerso a conclusione di una complessa attività d’indagine portata avanti in maniera brillante dagli uomini della Squadra Mobile di Genova, diretti dal primo dirigente Marco Calì, che ha consentito di bloccare un quartetto con l’accusa di estorsione aggravata. Destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere è stato Ivano Somma, 37enne di Acerra (era già detenuto) mentre vanno ai domiciliari il fratello Fabio, di 48 anni, Cuono Pirolo, 32enne pure lui di Acerra e Simone Perillo, 28enne di Pozzuoli.

L’inchiesta è stata coordinata dalla Procura della Repubblica genovese, con le misure eseguite a seguito di un’ordinanza emessa dal gip del tribunale di Genova. Particolarmente articolato era il meccanismo criminale ideato dai quattro che gli agenti della Quinta Sezione della Squadra Mobile hanno scoperto: venivano creati profili fake in una nota piattaforma social con identità fittizie a cui venivano abbinate fotografie di giovani donne di bell’aspetto. Dietro i profili si nascondeva qualcuno del gruppo che li aveva creati il quale, dopo aver stretto virtualmente amicizia tramite il social network ed effettuato qualche conversazione on line, iniziava una strategia ricattatoria che si concludeva con la richiesta di una somma di denaro. Secondo l’accusa le vittime venivano ricontattate fingendo di essere appartenenti alle forze dell’ordine, essendo indotte così a credere di aver avuto contatti virtuali con minorenni: le stesse venivano minacciate di una denuncia qualora non avessero corrisposto delle ingenti somme di denaro.

Le vittime erano selezionate dal gruppo dopo aver accuratamente esaminato le informazioni reperibili in rete. Le indagini svolte dai poliziotti della Squadra Mobile di Genova e dal commissariato di Rapallo, hanno consentito di individuare con certezza due parti offese, irretite dalla trama criminale escogitata dai quattro. Una delle due vittime che abita nel Tigullio, in Liguria, avendo la disponibilità di consistenti somme di denaro è rimasta soggiogata per circa tre anni, corrispondendo loro complessivamente 300mila euro circa. Ad un commerciante della provincia di Pavia, invece, sono stati sottratti 50mila euro. Il blitz è scattato all’alba con il supporto della Squadra Mobile di Napoli. I fatti oggetto dell’ordinanza vanno dal 2015 fino ad oggi. Sequestrati alcuni conti correnti mentre in totale sono una decina gli indagati a piede libero con l’accusa di aver accettato di ‘prestare’ le proprie carte prepagate per far transitare i soldi dei raggiri.

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