Infrastrutture, Giovannini: “Appalti pubblici e Pnrr, così saliranno i prezzi nei bandi”

L'intervento del ministro delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili

Foto Roberto Monaldo / LaPresse

MILANO – “I costruttori hanno ragione a lamentarsi dell’aumento dei prezzi, ma il governo ne è consapevole, è già intervenuto due volte nel 2021, mentre nel decreto legge approvato dal Consiglio dei ministri la scorsa settimana e che sta per andare in Gazzetta ufficiale sono previsti nuovi meccanismi di adeguamento dei prezzi di aggiudicazione”. Lo ha detto il ministro delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili, Enrico Giovannini, al Corriere della sera. L’intervento, ha aggiunto, sarà “su due aspetti. Il primo è quello dei prezzi a base d’asta. La norma prevede che l’Istat faccia una rilevazione dei prezzi dei materiali e che, entro aprile, previo accordo con la conferenza delle Regioni, emani linee guida sulla definizione dei prezziari regionali. Il secondo prevede un meccanismo di aggiustamento dei prezzi in corso d’opera molto meno penalizzante per le imprese. Oggi l’aumento dei prezzi è assorbito fino al 10% dalla stessa impresa e per l’eventuale parte eccedente lo Stato interviene riconoscendo solo la metà. Ora col decreto questi parametri vengono rivisti a favore delle imprese”.

“Le ultime previsioni disponibili stimano per il deflatore delle costruzioni aumenti nel prossimo biennio inferiori al 2%. Del resto, se si parte da prezzi elevati come gli attuali, fortemente aumentati, è ragionevole aspettarsi che la loro dinamica si attenui e che magari, in qualche caso, ci possa essere anche una discesa dei prezzi”, ha risposto Giovannini. “Ricordo che il Next generation Eu, come il resto del bilancio europeo, già contiene un meccanismo automatico di revisione annuale delle risorse legato all’inflazione, con un tetto del 2%. Inoltre, se ricorrono condizioni eccezionali, il Consiglio europeo può valutare entro il 2022 eventuali proposte di revisione dei Pnrr nazionali. Vedremo come andrà nei prossimi mesi, ma va ricordato che il fenomeno di cui parliamo non riguarda solo l’Italia, perché l’aumento dei prezzi delle materie prime per le costruzioni, dal ferro all’acciaio al legno, è un fenomeno internazionale. Infine, per quanto riguarda l’Italia, accanto al Pnrr il governo ha previsto un piano complementare finanziato con risorse nazionali, oltre alle poste già previste nelle leggi di Bilancio per gli investimenti. In caso di necessità, quindi, si sono i margini per valutare come intervenire”, ha dichiarato.

(LaPresse)

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