Inter, dominio e sprechi: a Cagliari decide Calhanoglu

38
Cronache Mercato
Cronache Mercato

L’Inter ha espugnato il campo del Cagliari con un 1-0 che, a leggere il solo risultato finale, potrebbe sembrare l’esito di una partita equilibrata. La realtà del campo ha raccontato una storia ben diversa, fatta di dominio tecnico e tattico, ma anche di una sorprendente e pericolosa imprecisione sotto porta.

La squadra nerazzurra ha disputato una prima frazione di gioco a tratti straripante, prendendo da subito il controllo delle operazioni e mettendo alle corde un Cagliari volenteroso ma incapace di arginare le offensive avversarie. Il possesso palla è stato quasi totale e le occasioni da rete si sono accumulate con una frequenza impressionante, disegnando il quadro di una partita che avrebbe potuto e dovuto essere chiusa già prima dell’intervallo.

Se il primo tempo si fosse concluso con un passivo di tre o quattro reti per i padroni di casa, nessuno avrebbe potuto sollevare obiezioni. Invece, una serie di errori di mira e di scelte sbagliate negli ultimi sedici metri ha tenuto il risultato in bilico, lasciando un senso di incompiutezza.

Protagonisti di questa scarsa vena realizzativa sono stati anche gli uomini più attesi. Lautaro Martinez, pur muovendosi molto, non ha trovato la zampata vincente, e lo stesso si può dire per Marcus Thuram e Pio Esposito, le cui prestazioni sono state giudicate sufficienti ma prive del cinismo necessario per capitalizzare la mole di gioco prodotta. Si è trattato di un problema collettivo di lucidità, più che di demeriti individuali assoluti.

A sbloccare l’incontro è stata una rete di Hakan Calhanoglu, abile a finalizzare una delle tante manovre corali. Il suo gol, tuttavia, non è bastato a garantire una serata tranquilla. Proprio a causa del minimo scarto, gli ultimi minuti hanno visto crescere una tensione del tutto immotivata, culminata con l’incredibile scena del portiere sardo, Elia Caprile, che si è avventurato nell’area interista sull’ultimo calcio d’angolo nel disperato tentativo di trovare un pareggio insperato.

L’impressione generale, al di là del risultato, è che questa Inter appartenga a una categoria superiore rispetto alla maggior parte delle concorrenti della Serie A. La sua forza sembra tale da rendere la squadra arbitro del proprio destino. L’errore da correggere non appare legato alla presunzione, quanto piuttosto a una sorta di sufficienza o a una mancanza di “fame” agonistica nel momento decisivo.

Una pecca a cui dovranno porre rimedio i singoli giocatori, ritrovando quella cattiveria sotto porta che trasforma una grande mole di gioco in risultati rotondi e sicuri. In una serata di luci e ombre, la nota più lieta è arrivata dalla difesa, e in particolare da Yann Bisseck. Entrato a circa venti minuti dalla fine, il difensore tedesco si è reso protagonista di una prestazione solidissima, culminata con un intervento difensivo decisivo, per importanza pari quasi al gol segnato. Vincere giocando in modo non impeccabile è spesso considerato un segno di forza, ma l’Inter dovrà riflettere su come trasformare il suo dominio in un controllo totale anche del punteggio, per evitare di correre rischi inutili e confermare sul campo la sua superiorità.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome