Dal ritiro dell’Italia a Coverciano, Davide Frattesi ha riaperto il cassetto dei ricordi, tornando a parlare del suo addio all’Inter, concretizzatosi durante l’ultima sessione di mercato con il passaggio alla Lazio. Il centrocampista ha offerto una prospettiva sincera sui suoi anni in nerazzurro, un’esperienza definita da emozioni forti e contrastanti.
«Ho vissuto momenti non replicabili a livello di emozioni in questi tre anni all’Inter, è stato un percorso di tanti alti e bassi», ha esordito il giocatore. La sua riflessione ha toccato un punto cruciale per ogni atleta: la continuità in campo. «Il primo anno è andato tutto liscio, poi sono arrivati periodi più complicati. La verità è che in un posto stai benissimo solo se giochi».
Questa consapevolezza ha maturato la sua decisione di cercare una nuova avventura, una scelta che lo ha ripagato in termini di entusiasmo. «Ora sono felicissimo perché sono tornato a divertirmi, una sensazione che mi era mancata lo scorso anno. Sono periodi, ma finalmente è tornato il divertimento che provavo da bambino», ha confessato, sottolineando la ritrovata serenità con la maglia biancoceleste.
Il trasferimento, però, avrebbe potuto avvenire prima. Frattesi ha svelato un retroscena inedito, legato a un colloquio con l’allenatore Cristian Chivu che, in passato, lo aveva convinto a posticipare i suoi piani di partenza. «Potevo lasciare prima l’Inter? Venivo da un anno con Inzaghi, da grandi emozioni e gol pesanti come quello segnato al Barcellona. In quel momento è arrivato Chivu, abbiamo parlato e ci siamo detti delle cose che mi hanno convinto a non puntare i piedi per andarmene».
Un legame forte con l’ambiente lo trattenne. «Ero innamorato di quell’ambiente e delle sensazioni che provavo», ha spiegato il centrocampista, difendendo la sua scelta di allora. «Col senno di poi è facile parlare, ma non penso di essere andato via in ritardo. Ogni percorso ha i suoi tempi e quello era il mio».
Infine, uno sguardo al presente con la sua nuova squadra. Il giocatore si è detto sorpreso dall’ottimo avvio di campionato della Lazio. «Onestamente non me l’aspettavo. Abbiamo iniziato la preparazione con l’entusiasmo basso dopo la sconfitta con il Mantova, i presupposti non erano dei migliori».
Il segreto della ripartenza, secondo lui, risiede nella coesione del gruppo. «Quello che mi piace è che si è creato un bel gruppo e questo fa la differenza, perché riesci a smaltire bene le delusioni e a ricaricarti subito». Sulle ambizioni Scudetto, però, ha preferito glissare: «Per quello chiedete ai ragazzi dell’Inter e della Roma…», ha concluso con un sorriso, scaricando la pressione sulle favorite.










