Inter, i rimpianti di Mazzola per Boninsegna e Simoni

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Cronache sport calcio
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Sandro Mazzola, bandiera e storico dirigente dell’Inter, ha ripercorso la sua carriera svelando due grandi rimpianti professionali. In una recente intervista, l’ex numero 10 ha confessato di provare rammarico per non essere intervenuto in due momenti cruciali della storia nerazzurra: la cessione di Roberto Boninsegna alla Juventus e l’esonero dell’allenatore Gigi Simoni.

“Boninsegna scherza dicendo che lo mandai via io”, ha ricordato Mazzola, “ma non è vero. Nello scambio con Anastasi avrei potuto oppormi e non lo feci, pensando convenisse all’Inter”. L’operazione di mercato in questione risale all’estate del 1976, quando Inter e Juventus si accordarono per uno scambio che sorprese l’Italia calcistica: Roberto “Bonimba” Boninsegna in bianconero e Pietro Anastasi in nerazzurro. Lo stesso Boninsegna ha raccontato di aver appreso la notizia dal presidente Fraizzoli, credendo di poter chiudere la carriera a Milano. All’epoca, il vincolo a vita non gli permise di rifiutare il trasferimento.

La sorte, tuttavia, si rivelò più favorevole a Boninsegna, che con la maglia della Juventus ha vinto due scudetti, una Coppa Italia e una Coppa Uefa da titolare. Anastasi, invece, con l’Inter ha conquistato solo una Coppa Italia. I due protagonisti di quello scambio si sono ritrovati anni dopo, diventando amici e ricordando con ironia un trasferimento che li vide vestire la maglia della squadra per cui tifavano i rivali, dato che Boninsegna era interista e Anastasi juventino.

Il secondo, e forse più doloroso, rimpianto di Mazzola riguarda Gigi Simoni. Nel 1998 l’allenatore venne esonerato dal presidente Massimo Moratti in circostanze a dir poco clamorose: lo seppe dai giornalisti mentre si trovava a Coverciano per ritirare il premio “Panchina d’oro” come miglior tecnico della Serie A. Una decisione presa nonostante una vittoria contro la Salernitana e poco dopo lo storico 3-1 inflitto al Real Madrid campione d’Europa in Champions League.

Mazzola, allora dirigente, ha spiegato la sua posizione: “Quando Moratti decise di esonerare Gigi, ero contrario ma rispettai le gerarchie. Non lo meritava: era un uomo giusto e un grande tecnico”. Anche lo stesso Moratti, in seguito, ha ammesso l’errore, affermando che non avrebbe mai più ripetuto una scelta così affrettata. L’esonero di Simoni ha interrotto bruscamente un percorso che aveva portato l’Inter a vincere la Coppa Uefa nel 1998, con Ronaldo come fuoriclasse assoluto. La sua gestione è rimasta impressa nella memoria dei tifosi anche per la celebre partita contro la Juventus, segnata dal contestato contatto in area tra Iuliano e Ronaldo, un episodio che secondo Moratti costò lo scudetto a quella squadra.

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