In vista della partita tra Inter e Napoli, in programma il 5 settembre, la Prefettura di Milano ha adottato una misura di sicurezza restrittiva. È stata infatti vietata la vendita dei biglietti per il settore ospiti, e per tutti gli altri settori dello stadio, ai cittadini residenti nella regione Campania. La decisione è stata presa su indicazione del Comitato di Analisi per la Sicurezza delle Manifestazioni Sportive (CASMS), con l’obiettivo di prevenire potenziali disordini.
Alla base del provvedimento ci sono le forti tensioni che da anni caratterizzano i rapporti tra le due tifoserie. Un punto di rottura definitivo si è verificato nel dicembre 2018, quando, prima di un incontro tra le due squadre a Milano, si sono verificati violenti scontri che hanno portato alla morte dell’ultrà interista Daniele Belardinelli. Da quel tragico evento, ogni partita tra i due club è considerata ad altissimo rischio.
Le autorità hanno voluto evitare qualsiasi possibilità di contatto tra i gruppi più caldi del tifo organizzato. La misura restrittiva è stata inoltre estesa, in modo significativo, anche ai residenti nella provincia di Genova. Questa ulteriore limitazione non è casuale: mira a impedire che gli ultrà genoani, legati da un solido gemellaggio a quelli napoletani, possano acquistare biglietti per recarsi a Milano e unirsi ai tifosi partenopei.
Questa strategia preventiva si fonda anche su precedenti episodi. In passato, si è registrata la partecipazione di ultrà napoletani a scontri che hanno coinvolto tifosi interisti nei pressi dello stadio di Genova, a conferma di un’alleanza consolidata che le forze dell’ordine intendono neutralizzare in occasioni delicate come questa. Il divieto, quindi, non si limita a separare due tifoserie rivali, ma cerca di isolare anche i loro alleati.
Il provvedimento per Inter-Napoli non sarà un caso isolato nel primo fine settimana di settembre. Il CASMS ha infatti imposto una serie di limitazioni che interesseranno anche altre partite del campionato. Le tifoserie di Pisa, Sampdoria e Cosenza saranno soggette a restrizioni simili per le rispettive trasferte, a testimonianza di un approccio sempre più rigoroso da parte del Ministero dell’Interno per contrastare la violenza legata agli eventi sportivi.
Parallelamente, altre situazioni rimangono sotto osservazione. A sorpresa, il giudizio sul derby campano tra Salernitana e Cavese, previsto per domenica 6 settembre, è stato sospeso in attesa di ulteriori approfondimenti. Sebbene al momento non sia stato ancora formalizzato un divieto, è probabile che nelle prossime ore arrivino decisioni restrittive anche per questo incontro, noto per la sua storica e accesa rivalità locale.
L’obiettivo generale di queste misure è garantire che le partite di calcio si svolgano in una cornice di sicurezza, tutelando l’incolumità di tutti gli spettatori e dei cittadini. Le limitazioni alle trasferte rappresentano uno degli strumenti più utilizzati per gestire le partite considerate più rischiose, anche se generano spesso dibattito tra gli appassionati riguardo alla loro efficacia e al loro impatto sull’esperienza del tifo.



