Ipotesi Cinque Stelle-Pd, la ‘vecchia guardia’ grillina insorge

NAPOLI (Loredana Lerose) – L’ ipotesi di un governo M5S-Pd sta scatenando l’ira dei pentastellati ‘duri e puri’ e dei dem che non riscono a dimenticare gli insulti del passato.

LE INCONGRUENZE

Da un lato è difficile dare torto a chi si è avvicinato al Movimento quando questo rappresentava l’anti-casta, l’anti-sistema e che in questa fase di trattative sente addosso il timore che l’incubo peggiore si realizzi: un governo che veda insieme grillini e piddini. Dall’altro non si possono condannare i piddini che si sono fatti il nodo al fazzoletto e prima di dialogare con i 5 Stelle vorrebbero che questi si cospargessero il capo di cenere.

IL MANDATO ESPLORATIVO

La decisione del capo dello Stato Sergio Mattarella di affidare l’incarico esplorativo al presidente della Camera, il campano Roberto Fico e la chiusura di dialogo con la Lega di Matteo Salvini, per i dem nella persona del reggente Maurizio Martina sono sinonimo di ‘cambiamento dello scenario politico’, da qui la sua scelta di decidere collegialmente, durante la prossima direzione nazionale, se tentare l’esperimento con 5 Stelle o no.

IL VOLTAFACCIA

Intanto le proteste sui social lasciano poco spazio all’immaginazione. Gran parte dei militanti del M5S è deluso dal cambio di rotta del capo politico, nonché aspirante premier Luigi Di Maio. Molti attaccano: “Si è passati da “mai con il Pd” a “con il Pd si possono fare buone cose nell’interesse del Paese”. Ma la protesta social riguarda anche i piddini che, tanto per cambiare, si dividono in favorevoli e sfavorevoli all’inciucio (perché governo di programma o meno è di questo che si tratterebbe agli occhi dell’opinione pubblica). Del resto se il primo partito, che non ha vinto le elezioni arrivando secondo dietro alla coalizione di centrodestra, M5S, pensa di poter discutere di formazione di governo con il partito che le elezioni le ha indubbiamente perse, Pd, qualcosa non torna.

IL QUADRO

Se a questo si aggiunge che il compito di mediare con quelli che fino a poco tempo fa rappresentavano l’emblema del disastro politico spetta proprio al cosiddetto ‘ortodosso’ del Movimento, Fico, il paradosso aumenta. Al momento a poco serve l’indignazione social, il Pd medita su cosa fare e prende tempo per testare gli umori, i 5 Stelle hanno le idee le hanno chiare al di là di quello che pensa la base. Stavolta nessuna consultazione online.

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