Ischia: 5 tartarughe curate tornano in mare

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Tartarughe marine
Tartarughe marine

Cinque storie di recupero e speranza avranno il loro lieto fine con un ritorno in mare. Il 16 giugno, in occasione della Giornata Mondiale delle Tartarughe Marine, cinque esemplari saranno liberati al largo dell’isola di Ischia. L’operazione è guidata dalla Stazione Zoologica Anton Dohrn, in collaborazione con l’Area Marina Protetta Regno di Nettuno e con il supporto della Guardia Costiera.

Prima del rilascio, si terrà un incontro a Forio d’Ischia per sensibilizzare pescatori e cittadini sull’importanza della conservazione degli ecosistemi. L’obiettivo è promuovere comportamenti che riducano l’impatto delle attività umane sulla fauna acquatica.

Le tartarughe marine affrontano innumerevoli pericoli lungo il loro ciclo vitale. L’inquinamento luminoso disturba la schiusa delle uova, mentre l’ingestione di plastica e rifiuti galleggianti minaccia gli esemplari più giovani. I rischi maggiori per gli adulti derivano dalla pesca accidentale, dagli impatti con le imbarcazioni e dall’intrappolamento nelle cosiddette “reti fantasma”.

Proprio per contrastare il problema degli attrezzi da pesca abbandonati è stato avviato il progetto europeo Life OASIS, a cui partecipa la Stazione Zoologica Anton Dohrn.

Le storie delle cinque tartarughe riabilitate presso il Turtle Point di Portici sono un emblema di queste minacce. Carlo, un giovane esemplare di 17 kg, è stato vittima di una cattura accidentale con reti a strascico. La segnalazione tempestiva del pescatore ha permesso di curare una grave malattia da decompressione, quasi sempre fatale senza un intervento specialistico.

Anche Mbappè, una femmina di 40 kg, è stata recuperata dopo una cattura accidentale. Ha perso l’uso dell’occhio sinistro a causa di una lesione, ma gli studi confermano che può sopravvivere e nutrirsi autonomamente anche con una menomazione monolaterale.

La storia di Paola è tra le più complesse. Recuperata vicino Latina, presentava una frattura esposta dell’omero e una profonda lesione del carapace, quasi certamente causate dall’urto con una barca. Dopo un anno di cure, ha recuperato una capacità natatoria sufficiente per tornare in mare.

Egidio, un esemplare di sei chilogrammi, è stato trovato alla deriva a Sapri, con una pinna lesionata da una rete abbandonata. L’intervento, realizzato nell’ambito del progetto Life OASIS, ha permesso un recupero quasi totale della funzionalità dell’arto.

Infine, Missy è stata soccorsa vicino a Capo Miseno in grave stato di ipotermia. La sensibilità di un pescatore, che l’ha notata in difficoltà, è stata decisiva per il suo salvataggio e la successiva riabilitazione.

La liberazione di questi cinque esemplari non è solo un successo per i centri di recupero, ma anche un potente richiamo alla responsabilità collettiva. Ogni tartaruga restituita al suo ambiente naturale testimonia l’efficacia della rete di soccorso, ma sottolinea anche l’urgenza di ridurre l’impatto letale dell’inquinamento e delle attività umane.

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