Caos Eurovolley, Italia-Svezia al Plebiscito è un calvario tra ritardi e interruzioni per pioggia

Azzurri vittoriosi in tre set dopo una serata segnata dal maltempo e dalle continue interruzioni. L’allerta era prevista dalle 22, scartato il piano B di Eboli. E torna il grande nodo: la Capitale europea dello sport non ha ancora un Palasport per gli eventi internazionali.

181
(Photo by Alessandro Garofalo/LaPresse)

NAPOLI – Una serata di bellezza e passione, di emozioni e di orgoglio, ma anche di disagi e di riflessioni che dovranno continuare anche dopo lo spegnimento dei riflettori. Italia-Svezia ha inaugurato gli Europei di pallavolo nel meraviglioso scenario di piazza del Plebiscito. Ma la serata è stata passata praticamente da tutti con gli occhi al cielo.

La scelta di giocare nonostante l’allerta meteo

Dopo giorni di attesa e di sguardi alle previsioni meteo, prima pessimistiche e poi rassicuranti, la Cev e le istituzioni hanno deciso di giocare nella piazza simbolo di Napoli nonostante il rischio pioggia, rinunciando così al piano B, che prevedeva un trasferimento al PalaSele di Eboli.

Decisione confermata anche quando ieri mattina la Protezione civile regionale ha diramato un’allerta meteo a partire dalle 22, in pieno svolgimento della partita.

Nel primo pomeriggio sono arrivati i 6.500 spettatori, in serata è salito in tribuna anche il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella (tutte foto LaPresse), accanto al ministro Andrea Abodi e al presidente del Coni Luciano Buonfiglio. Poco prima uno scroscio di pioggia ha costretto l’organizzazione a stendere i teloni per proteggere il campo.

Mattarella in tribuna, poi la pioggia ferma tutto

Poi il cerimoniale. Inni nazionali, fanfara, applausi al Capo dello Stato. Ma alle 21.05, orario previsto per la prima azione, non si comincia. La pioggia si fa sentire e la Cev ordina di rinviare l’inizio «per tutelare l’integrità dei giocatori».

La pallavolo si gioca al chiuso perché è uno sport pericolosissimo se c’è il rischio di scivolare e il taraflex non è per niente adatto ad asciugarsi in tempi brevi. L’impegno dei ragazzi che con gli stracci proteggono il campo è commovente. Poi è proprio il capitano azzurro Simone Giannelli a dire loro di fermarsi.

Si aspetta. Dopo 20 minuti la pioggia si ferma, gli spettatori, però, continuano a indossare i teli impermeabili. Alle 21.26 la partita comincia. Finalmente.

L’Italia parte forte, ma sul 22-18 nuovo stop

Lo spettacolo è di alto livello, Bottolo domina, la squadra di Ferdinando De Giorgi, che ha vinto gli ultimi Mondiali, è sempre in vantaggio, nonostante la buona prova della Svezia. Sul 20-17, però, la pioggia riprende a cadere sul Plebiscito.

Sul 22-18, l’arbitro ferma la partita nuovamente. I giocatori vanno a bordo campo e rientrano i teloni, che vengono rimossi alle 22, ma nello stesso istante ricomincia a piovere. E piove fortissimo. Surreale.

Increduli gli sguardi degli atleti a bordo campo. Alle 22.09 la Nazionale italiana lascia il campo, seguita dagli avversari svedesi. La Cev decide per uno stop di 20 minuti.

Si riparte alle 22.30, gli azzurri vincono in tre set

Alle 22.30 la partita ricomincia, soprattutto per la volontà dei giocatori di non riprendere il giorno successivo, visto il calendario pieno di impegni e di trasferte. L’Italia chiude 25-22 un primo set interminabile.

Per fortuna la pioggia concede una tregua e gli azzurri fanno in tempo a schiantare gli avversari in tre set (25-21 e 25-17), chiudendo poco prima di mezzanotte un calvario vissuto in uno scenario da sogno.

Il vero problema di Napoli: manca ancora un Palasport

La verità è che tutto questo non sarebbe accaduto se la città di Napoli, la Capitale europea dello sport 2026, avesse avuto un palazzetto indoor idoneo ad ospitare eventi internazionali. Un impianto che il capoluogo aspetta dal 1998. Invano.

Il caos di ieri sera non ci sarebbe mai stato perché con un piano B a pochi chilometri di distanza non si sarebbe corso il rischio di vedere un evento di portata mondiale interrotto per la pioggia. E non solo. Con un Palasport adeguato, Napoli avrebbe sicuramente ospitato più di una partita degli Europei.

Un peccato, davvero. E sarà necessario che le istituzioni riflettano su quanto accaduto. Perché la città ha tutto per poter ospitare appuntamenti sportivi, e non solo, di interesse planetario. E di viverli in sicurezza, senza incognite. Senza guardare al cielo e sperare. Senza affidarsi a una buona stella.

L’allarme ignorato

Un epilogo che lascia inevitabilmente spazio alle polemiche, perché il rischio che la serata potesse essere compromessa dal maltempo era noto. Non soltanto attraverso le previsioni seguite durante tutta la settimana: già nella mattinata di oggi l’allerta meteo della Regione Campania aveva indicato la possibilità di precipitazioni, con un peggioramento atteso soprattutto a partire dalle 22.

Nonostante questo e nonostante il cielo sopra Napoli avesse cominciato a diventare sempre più minaccioso nel corso del pomeriggio, si è scelto di andare avanti. Una decisione maturata dopo giorni nei quali l’incognita meteo aveva accompagnato l’organizzazione dell’evento. Sul tavolo era finita anche l’alternativa del PalaSele di Eboli, struttura coperta individuata come possibile soluzione nel caso in cui le condizioni atmosferiche avessero reso troppo rischioso giocare all’aperto.

L’alternativa Eboli messa da parte

L’ipotesi Eboli era stata valutata concretamente, tanto che nei giorni precedenti c’erano stati contatti con la commissione prefettizia e il palazzetto era stato indicato come pronto ad accogliere la partita. Ma la volontà era rimasta quella di provare fino all’ultimo a salvare lo spettacolo di piazza del Plebiscito. Lo stesso sindaco Gaetano Manfredi aveva spiegato che si sarebbe fatto «il possibile per giocare in Piazza del Plebiscito».

L’arrivo di Mattarella e poi lo stop

Alla fine si è deciso di procedere. E questo nonostante le nubi nere che già nel tardo pomeriggio incombevano sulla piazza. I primi segnali concreti sono arrivati intorno alle 19, quando la pioggia ha cominciato a cadere sul centro di Napoli. Non abbastanza, evidentemente, per determinare uno stop preventivo alla manifestazione. Pubblico sugli spalti, squadre pronte e cerimoniale regolarmente portato a termine.

Poi la pioggia ha avuto l’ultima parola. Proprio quando avrebbe dovuto cominciare la partita, le condizioni del terreno di gioco hanno imposto lo stop. Sul taraflex bagnato non ci sono infatti le condizioni di sicurezza necessarie per permettere agli atleti di scendere in campo. Poco prima della sospensione era entrato nell’Arena il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella

La grande serata della pallavolo italiana nel cuore di Napoli si è così trasformata in una lunga attesa e, infine, nella sospensione. Una situazione che riapre inevitabilmente la discussione sulla scelta di organizzare una partita di questo livello completamente all’aperto e, soprattutto, sulla decisione di insistere sul Plebiscito anche quando il rischio meteorologico era diventato concreto.

Adesso bisogna capire come verrà gestito il recupero. L’idea sulla quale sta lavorando la Cev è quella di disputare Italia-Svezia domani, venerdì 11 settembre, alle ore 20. Una soluzione che consentirebbe di salvare la partita, ma non cancella quanto accaduto questa sera: dopo giorni trascorsi con gli occhi rivolti alle previsioni, l’evento che Napoli voleva trasformare in una vetrina internazionale è stato fermato proprio dalla pioggia che tutti temevano.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome