Luciano Spalletti sta valutando una nuova soluzione per l’attacco della Juventus: far coesistere Nick Woltemade e Randal Kolo Muani. L’idea nasce dalla necessità di valorizzare due profili atipici, non classificabili come classici centravanti d’area. Un esperimento simile, con un altro giocatore schierato alle spalle di Kolo Muani contro il Parma, non ha prodotto i risultati sperati, ma l’arrivo dell’attaccante tedesco ha aperto la porta a un secondo tentativo.
Si tratta di un progetto da sviluppare in prospettiva, lavorandoci durante gli allenamenti settimanali. Le caratteristiche dei due giocatori sono infatti molto simili, come ha sottolineato lo stesso allenatore. Woltemade è stato descritto come un calciatore capace di unire due mondi, abile nel partecipare alla manovra e nel palleggiare sulla trequarti per poi attaccare la profondità. La sua tecnica e la sua intelligenza tattica gli permettono di legare il gioco con i compagni.
Allo stesso modo, Kolo Muani eccelle nel movimento incontro al pallone. Quando parte in progressione, diventa difficile da contenere per gli avversari. Nonostante il ruolo di punta, la sua capacità di giocare con la squadra e di saltare l’uomo lo trasforma spesso in un trequartista aggiunto, grazie anche alla sua passata esperienza da esterno d’attacco.
Tuttavia, Spalletti è anche consapevole dei limiti dei suoi due attaccanti in fase di finalizzazione. Il tecnico ha spronato pubblicamente Kolo Muani a essere più concreto sotto porta. Un messaggio simile è stato rivolto a Woltemade, a cui è stato chiesto di lavorare duramente per migliorare il colpo di testa e la finalizzazione, aspetti in cui finora ha mostrato margini di crescita nonostante i suoi 198 centimetri.
Lo stesso giocatore tedesco, al suo arrivo, ha sottolineato come le sue qualità migliori risiedano nella tecnica e nella comprensione del gioco più che nella fisicità. La soluzione, quindi, potrebbe risiedere nell’affinare l’intesa tra i due in allenamento. L’obiettivo è portarli a scambiarsi continuamente posizione e pallone per non dare punti di riferimento stabili alle difese avversarie.
Al momento, l’ipotesi del doppio “nove e mezzo” non rappresenta una scelta prioritaria. L’equilibrio di squadra, un concetto fondamentale per Spalletti, e le assenze di alcuni giocatori, spingono a considerare questa opzione principalmente per situazioni di emergenza, ad esempio quando si renderà necessario recuperare un risultato.
In prospettiva, però, il progetto di un attacco senza un vero centravanti rimane un’idea affascinante su cui lavorare. L’obiettivo è creare una coppia offensiva dinamica e imprevedibile, in grado di offrire alla Juventus una variante tattica preziosa per il futuro del campionato.






