Luciano Spalletti ha iniziato a delineare con chiarezza le necessità della Juventus per il prossimo mercato. Dopo il pareggio con il Verona, il tecnico aveva evidenziato la mancanza di un trequartista e le difficoltà di alcuni difensori in fase di impostazione. Un concetto ribadito anche dopo il successo contro il Lecce, che ha avvicinato i bianconeri alla qualificazione in Champions League.
“Quando sono arrivato qui chiedevo un centravanti fisico, ma non si è riusciti a trovarlo. Io non faccio il mercato”, ha dichiarato l’allenatore, mostrando un cambio nella sua strategia di comunicazione. Questo atteggiamento non è nuovo: già a gennaio aveva reclamato l’acquisto di un numero nove, senza che la società riuscisse a soddisfare le sue richieste, con nomi come Mateta, En Nesyri e Kolo Muani che sono sfumati.
Il parallelismo con il momento attuale è evidente. La Juventus, libera da impegni infrasettimanali, ha trovato continuità in campionato, mostrando una crescita costante. Con una media punti da scudetto, tra 2,2 e 2,3 a partita, Spalletti intende ora far pesare i risultati ottenuti, rivendicando la qualità del suo lavoro. Un percorso iniziato con un contratto di soli otto mesi e molti dubbi sulla sua capacità di risollevare un gruppo in crisi.
Ora, forte di questi risultati, Spalletti è l’uomo di punta della Juventus. Con un contratto rinnovato fino al 2028, ha ricevuto l’investitura diretta dal proprietario John Elkann, che lo vede come la figura chiave per riportare la squadra a vincere il titolo. “Abbiamo un allenatore con grande esperienza per costruire una squadra vincente”, ha confermato il patron bianconero.
Grazie a questo rapporto diretto con la proprietà, Spalletti ha avanzato la richiesta di costruire un “instant team”. L’idea prevede la conferma di giocatori chiave come Yildiz, McKennie, Locatelli e Vlahovic, e l’innesto di almeno tre profili di comprovata esperienza internazionale, come Alisson, Bernardo Silva e lo stesso Kolo Muani.
Questa visione si scontra però con le necessità del club. L’amministratore delegato Damien Comolli, che ha l’ultima parola sugli acquisti, deve rispettare i rigidi parametri del Financial Fair Play imposti dalla UEFA. Inoltre, la sua filosofia di mercato è storicamente orientata verso profili di calciatori differenti. Le dichiarazioni di Spalletti appaiono quindi come una precisa strategia per mettere pressione sulla dirigenza, sfidandola a sostenere le sue ambizioni per il salto di qualità definitivo.










