La crisi dell’attacco era un problema noto da mesi, ma il crollo della difesa è una novità tanto improvvisa quanto preoccupante per il Milan. Quella che è stata l’unica, vera certezza della stagione è venuta meno proprio nel momento decisivo, mettendo a rischio la qualificazione alla prossima Champions League. La solidità del reparto arretrato era l’elemento di orgoglio di una squadra che ha affrontato diverse difficoltà.
Ora quella fortezza non esiste più. È crollata quando era necessario serrare i ranghi, specialmente considerando un attacco che ha faticato a trovare continuità. I cinque gol subiti nelle ultime due partite, contro Sassuolo e Atalanta, hanno fatto suonare un campanello d’allarme potentissimo.
Se si allarga lo sguardo alle ultime sei uscite, il totale delle reti incassate sale a nove. In questo periodo era spiccato il pesante passivo contro l’Udinese, un episodio che sembrava archiviato dopo le due successive partite in cui il portiere Maignan aveva mantenuto la porta inviolata contro Verona e Juventus. Quelle prestazioni avevano fatto sperare che si trattasse solo di un incidente di percorso.
Quelle speranze sono state disattese. Fino a poche settimane fa, il Milan vantava ancora una delle migliori difese nei principali campionati europei per media gol subiti a partita. La strategia era chiara: proteggere con attenzione la propria porta, confidando in un risveglio degli attaccanti. Nessuno dei due obiettivi è stato raggiunto.
Analizzando le reti subite di recente, emerge un dato allarmante: gli avversari sono arrivati al gol con una facilità disarmante. Spesso sono bastate giocate scolastiche, scambi veloci o semplici errori in fase di costruzione per trovare impreparata la linea difensiva rossonera. Chiunque attacchi il Milan in questo periodo sembra poter entrare in area senza troppi ostacoli, anche per vie centrali.
Viene da chiedersi cosa sia cambiato rispetto a solo un mese fa, quando la squadra era maestra nel proteggere un vantaggio fino all’ultimo secondo, mostrando una capacità di soffrire con lucidità. Anche nei momenti di apnea, la difesa dava la sensazione di non poter crollare. È su queste fondamenta che il Milan ha costruito la sua candidatura per un posto tra le prime quattro.
Vederle sgretolarsi così rapidamente riporta alla mente le difficoltà difensive delle stagioni passate, quando gli avversari si infilavano con regolarità tra le maglie della squadra. Ora basta una palla persa o uno scatto per trovarsi scoperti e vulnerabili. Blindare di nuovo la porta sarà l’imperativo per le ultime, decisive partite del campionato.







