Il mercato della Juventus ha incontrato un ostacolo inatteso sul fronte delle uscite. Juan Cabal ha infatti espresso la sua opposizione al trasferimento in prestito al Bologna, bloccando di fatto le strategie del club bianconero per la fascia sinistra.
La dirigenza, guidata da Carnevali e Massara, contava su questa operazione per liberare uno spazio in rosa e procedere con la ricerca di un nuovo esterno che potesse alternarsi con Andrea Cambiaso. La decisione del terzino colombiano ha sorpreso, considerando la sua posizione all’interno della squadra.
Cabal non ha disputato una partita ufficiale con la Juventus da oltre sei mesi, un’assenza prolungata che testimonia la sua marginalità nel progetto tecnico. La rottura con l’allenatore Luciano Spalletti è avvenuta dopo l’espulsione per doppia ammonizione rimediata nella gara di andata dei playoff di Champions League contro il Galatasaray, un episodio che ha segnato il suo percorso.
Nonostante l’impiego in diverse amichevoli estive, il tecnico lo ha relegato ai margini. La proposta del Bologna è nata nell’ambito di una discussione più ampia che ha coinvolto anche il difensore Lucumì e prevedeva un prestito che avrebbe potuto rilanciare la carriera del giocatore.
Tuttavia, Cabal ha manifestato forti dubbi sulla destinazione. Le perplessità sarebbero legate alla concorrenza nel club emiliano, dove nel suo ruolo sono già presenti giocatori come Miranda e Alhassane, facendogli temere un altro periodo di scarso utilizzo.
Il percorso di Cabal alla Juventus è stato segnato da alti e bassi. Arrivato nell’estate del 2024 dal Verona per una cifra importante, 11 milioni più 2 di bonus, dopo che la Juventus aveva superato la concorrenza dell’Inter, le aspettative su di lui erano molto alte.
Un grave infortunio al ginocchio, subito nel novembre dello stesso anno durante un ritiro con la nazionale, ha però compromesso seriamente la sua crescita e il suo inserimento nella squadra. Nell’ultima stagione, pur condizionato da alcuni problemi muscolari, il colombiano ha collezionato 19 presenze, riuscendo anche a togliersi delle soddisfazioni.
Ha segnato due gol di grande importanza: il primo per il pareggio contro l’Atalanta sotto la gestione Tudor e il secondo, decisivo per la vittoria, proprio contro il Bologna nei primi mesi della panchina di Spalletti. Ora le parti sono al lavoro per una mediazione, ma la volontà del giocatore resta l’ago della bilancia in una trattativa che si è rivelata più complessa del previsto.







