L’ex presidente della Juventus, Giovanni Cobolli Gigli, ha analizzato il delicato momento del club in un’intervista radiofonica. Le sue parole hanno toccato diversi temi, dalla crisi di risultati della squadra alla gestione societaria, fino a un ritorno sul caso Calciopoli dopo le recenti dichiarazioni di Antonio Giraudo.
Riguardo la recente prestazione negativa, l’ex dirigente ha parlato di “errori macroscopici”, soprattutto nel reparto difensivo. Ha sottolineato come la squadra, dopo un avvio incoraggiante, sia tornata a mostrare le fragilità dello scorso anno contro formazioni di media classifica, un atteggiamento definito “inaccettabile”. Secondo Cobolli Gigli, è necessario un cambio di passo e più carattere.
Un passaggio cruciale ha riguardato la struttura dirigenziale. “John Elkann è un azionista della Juventus”, ha precisato, criticando la tendenza a coinvolgerlo in questioni operative. “Lui deve rimanere azionista, nominare i suoi uomini nel CdA e lasciare che siano le persone preposte a gestire il club”. L’analisi si è poi spostata sulle campagne acquisti, giudicate in alcuni casi troppo dispendiose.
In merito alla guida tecnica, pur ammettendo possibili problemi di impostazione, si è mostrato contrario a soluzioni drastiche. Ha respinto l’ipotesi di un ritorno di Antonio Conte, affermando che non rientra nelle abitudini del club cambiare allenatore dopo poche partite. “Andrei avanti con l’attuale tecnico”, ha dichiarato, sottolineando i rischi legati a un eventuale cambio in panchina in questa fase della stagione.
Infine, ha risposto alle parole di Antonio Giraudo sulla sentenza della Corte Europea. Pur felice per l’ex dirigente, ha difeso con fermezza la decisione presa nel 2006 di ritirare il ricorso al TAR per Calciopoli. “Ho la coscienza pulita. La scelta fu presa all’unanimità perché il rischio di subire ulteriori penalizzazioni era altissimo. Non fu una decisione popolare, ma ha permesso alla Juventus di tornare a giocare e ripartire”.





