Juventus, si chiude un mercato con undici nuovi arrivi

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Cronache Mercato
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Il calciomercato della Juventus si è chiuso lasciando in eredità una squadra profondamente rinnovata, con più alternative ma anche diversi punti interrogativi. La nuova dirigenza, composta da Carnevali e Massara, è subentrata a Comolli e Modesto a programmazione già avviata ma ha lavorato intensamente.

Il loro operato è stato un tentativo di rimediare ai problemi delle gestioni passate, rispettando i vincoli del settlement agreement UEFA. A differenza dell’estate precedente, la dirigenza si è mossa molto, portando a termine undici arrivi, inclusi rientri da prestiti, e dodici partenze. Il giudizio sul loro lavoro resta positivo, ma andrà confermato nelle prossime sessioni.

La sessione estiva ha vissuto alcuni passaggi cruciali. Innanzitutto, la conferma di Luciano Spalletti nonostante la mancata qualificazione in Champions League, una scelta avallata dalla nuova dirigenza. La perdita della massima competizione europea ha fatto svanire il sogno di ingaggiare giocatori come Alisson, Bernardo Silva e Lewandowski.

Un’altra decisione chiave è stata quella di non rinnovare il contratto di Vlahovic alle sue condizioni, portando alla sua cessione. Si è poi sviluppata la telenovela Kolo Muani, inseguito a lungo e infine acquistato per una cifra importante, per poi essere subito punzecchiato dal tecnico. Anche la ricerca del portiere è stata complessa, con il club che ha ripiegato su Vicario e Grabara dopo aver sondato profili come Alisson e Martinez.

Sono state gestite anche cessioni difficili, con giocatori come Di Gregorio, David e Openda partiti in prestito dopo stagioni deludenti. In attacco sono arrivati nomi a sorpresa come Ekhator, Alajbegovic e Woltemade.

In sintesi, la rosa bianconera appare migliorata in porta e con più soluzioni di qualità in difesa, grazie a innesti come Lucumì e Celik. Anche la trequarti e gli esterni d’attacco hanno guadagnato spessore, con l’importanza di Nico Gonzalez subito evidente.

I dubbi maggiori restano al centro dell’attacco, dove né Kolo Muani né Woltemade sono i classici centravanti d’area, e soprattutto a centrocampo. In mediana mancano da tempo un grande regista e un incursore. Il rientro di Douglas Luiz è una scommessa, mentre l’arrivo di Sarr è una soluzione tampone.

L’esito della stagione, e di conseguenza il giudizio definitivo su queste operazioni, dipenderà in gran parte dal lavoro di Spalletti. Il tecnico dovrà ritrovare le intuizioni del suo periodo a Napoli, lasciandosi alle spalle le scorie della sua esperienza in Nazionale. Sarà fondamentale anche il feeling che si creerà con la dirigenza.

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