Koulibaly, gli auguri razzisti degli ultrà dell’Hellas Verona

La denuncia del web in difesa del calciatore del Napoli

VERONA – Per gli stupidi ogni giorno è uguale all’altro, perché non reca con sé alcuna possibilità, alcun miglioramento, alcuna occasione. Non c’è distinzione tra Natale, Capodanno, Pasqua e Ferragosto. Ogni giorno somiglia tristemente all’altro, infatti,  quando si è schiavi dell’ignoranza. Una piaga che imbruttisce, abbrutisce e degrada l’essere umano fino allo sfinimento, fino al diniego della stessa umanità. Una calamità che gli ultrà dell’Hellas Verona conoscono molto, molto bene.

Koulibaly, ancora insulti contro il calciatore del Napoli

In occasione dell’anno nuovo, tutto quel che le brillanti menti dei tifosi dell’Hellas Verona sono riuscite a partorire, è stato uno squallido, ridicolo biglietto d’auguri per i loro altrettanto inetti seguaci. Un’immagine raffigurante una scimmia, con la scritta: “Io sono Kulibaly”. Più in basso, in dorato, gli auguri di buon anno nuovo. Nemmeno il nome della loro “vittima” sono riusciti ad azzeccare, scrivendo “Kulibaly”, anziché Koulibaly.

Una stretta al cuore, una gigantesca, immensa compassione è l’unico e solo sentimento che questa idea idiota riesce a suscitare in una persona sana di mente. Basta davvero poco per immaginare il momento in cui quei poverelli hanno realizzato questo capolavoro dell’arte grafica. Davanti a un pc, a ridacchiare sotto i baffi, nascosti come sorci dietro lo schermo di un computer. Anonimi, sconosciuti, ricurvi su sé stessi. La migliore risposta dei tifosi napoletani può essere solo una, ed è un sorriso di dispiacere, che dice “poveretti, che pena”.

Gli auguri li facciamo noi a voi

Cari ultrà, gli auguri li facciamo noi a voi. Vi auguriamo che questo anno nuovo vi porti un briciolo di raziocinio, di buon senso e, soprattutto, di felicità. Vi auguriamo che il nero che offusca le vostre tristi, miserevoli vite vi lasci un po’ di tregua, perché azioni come queste possono essere giustificate solo da una profonda, abissale angoscia di vivere. Vi auguriamo di raschiare con le unghie questo fondo su cui avete battuto il muso, vi auguriamo di provare a risalirlo con dignità, una parola che evidentemente fino ad ora non avete ancora sentito nominare. Quella cosa sconosciuta che la persona che disperatamente e goffamente avete provato ad offendere, ha dimostrato di avere a palate.

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