ROMA – Una serata che si preannunciava tranquilla si è trasformata in un’operazione di polizia ad alta tensione, culminata con l’arresto in flagranza di un ladro seriale di automobili. Protagonisti della vicenda, una coppia di agenti, uniti nella vita e nel senso del dovere, che anche liberi dal servizio non hanno esitato a intervenire, dimostrando che l’uniforme è uno stato mentale, prima ancora che un abito da lavoro.
Tutto ha inizio nella tarda serata di ieri, 25 aprile, in una via del quartiere Nomentano. Erano da poco passate le 22:00 quando la quiete è stata squarciata da una serie di colpi secchi e rumori metallici provenienti dalla strada. Allertati, i due poliziotti – lui in servizio alla prestigiosa Squadra Mobile della Capitale, lei agente presso il VI Distretto Casilino – si sono affacciati alla finestra della loro abitazione. La scena che si è presentata ai loro occhi non ha lasciato spazio a dubbi: un uomo, armato di un vistoso oggetto di colore rosso, stava colpendo con violenza la carrozzeria di un’auto parcheggiata proprio sotto il loro palazzo.
L’istinto, affinato da anni di esperienza sul campo, ha preso immediatamente il sopravvento. Mentre uno dei due componeva il numero di emergenza, l’altro teneva d’occhio i movimenti del malvivente. È scattata così una perfetta sinergia a distanza con la Sala Operativa della Questura di Roma. Mantenendo un costante contatto telefonico, la coppia di agenti ha fornito una cronaca in diretta, passo dopo passo, degli spostamenti del sospetto, permettendo agli operatori di tracciarne il percorso e di coordinare l’invio di una volante.
Decisi a non perdere di vista il “predatore”, i due poliziotti sono scesi in strada, seguendolo a debita distanza per alcune centinaia di metri. L’inseguimento silenzioso li ha portati a essere testimoni diretti del reato. L’uomo, infatti, dopo il primo tentativo fallito, ha preso di mira un’altra vettura in sosta. Con un gesto rapido e preciso, utilizzando un martelletto, ha infranto il deflettore posteriore, guadagnandosi l’accesso all’abitacolo.
È stato quello il momento esatto in cui gli agenti hanno deciso di intervenire. Qualificandosi come appartenenti alla Polizia di Stato, si sono trovati “face to face” con il ladro, proprio mentre quest’ultimo era intento a rovistare all’interno del veicolo. Vistosi scoperto e senza via di scampo, l’uomo ha opposto resistenza, tentando una disperata e vana fuga. La sua corsa è durata pochi istanti. L’intervento congiunto della coppia di poliziotti e di una pattuglia del Commissariato di Porta Pia, nel frattempo sopraggiunta sul posto grazie alle precise indicazioni della Sala Operativa, lo ha bloccato definitivamente.
Sottoposto a perquisizione personale, il malvivente è stato trovato in possesso di un vero e proprio “kit dello scassinatore”: un piccolo martello infrangi-vetro, un coltello a serramanico e una lama in alluminio, verosimilmente utilizzata per forzare le serrature. Accompagnato presso gli uffici di polizia, l’uomo è stato compiutamente identificato: si tratta di un trentunenne di origini romane, volto già noto alle banche dati delle forze dell’ordine per reati specifici contro il patrimonio. Al termine degli accertamenti di rito, per lui sono scattate le manette con le accuse di tentato furto aggravato su autovettura, resistenza a pubblico ufficiale e porto abusivo di armi. L’arresto è stato già convalidato dall’Autorità Giudiziaria, che ha disposto le opportune misure cautelari. Un’operazione che sottolinea, ancora una volta, come lo spirito di servizio e la dedizione alla legalità non conoscano orari di riposo.














