Latte, Caiata: “Nessuno deve prendere per la gola i nostri agricoltori”

“Le manifestazioni che da giorni animano la Sardegna sono l'inevitabile conseguenza di una crisi. Questa se non risolta, rischia di portare a conseguenze ben più gravi delle pacifiche espressioni viste sinora.

Foto Alessandro Tocco/ LaPresse

ROMA – “Le manifestazioni che da giorni animano la Sardegna sono l’inevitabile conseguenza di una crisi. Questa se non risolta, rischia di portare a conseguenze ben più gravi delle pacifiche espressioni viste sinora. Per un lavoro, non difficile, ma massacrante, i pastori si vedono il latte pagato 0,60€, se non di meno”. Così Salvatore Caiata, vicepresidente del gruppo Misto-Sogno Italia alla Camera. “Ismea ha certificato che per produrre un litro di latte ovino (e in questo caso si tratta di latte di altissima qualità) ci vogliono 1,03€ di sole spese vive. Il lavoro dei nostri allevatori non viene neanche computato. C’è di peggio: gli industriali hanno, negli anni, attuato una politica che abusa della loro posizione dominante nei confronti di chi gli versa la materia prima. Inoltre pare che vi siano taciti accordi tra gli stessi trasformatori per mantenere i prezzi così bassi. 

L’accusa

 L’abuso di dipendenza economica e le intese, che sembrano così profilarsi, sono pratiche commerciali scorrette e vietate dalle leggi italiane ed europee. Il problema investe tutti gli allevatori italiani, sia chiaro, anche del settore bovino e la protesta si allargherà anche ad altri comparti agricoli. Va garantito per legge – conclude Caiata – un prezzo minimo per le materie prime atto a coprire, quantomeno, le spese medie di produzione. Prevedendo una quota percentuale aggiuntiva come guadagno essenziale per i lavoratori. Nessuno deve prendere per la gola i nostri agricoltori: ne va della tenuta sociale, economica e ambientale di un’intera nazione e del territorio italiano”.

LaPresse

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