Sono state giornate di alta tensione per Maurizio Sarri. La delusione per la sconfitta in finale di Coppa Italia e la rabbia per la programmazione del derby hanno alimentato dubbi consistenti sulla sua permanenza alla guida della Lazio. Lo stato d’animo dell’allenatore sarà un elemento chiave da valutare alla ripresa degli allenamenti.
Sarà cruciale capire se avrà assorbito il colpo e se darà seguito alla provocazione di non presentarsi in panchina per la stracittadina. Soprattutto, resta da vedere se le prossime partite che chiuderanno il campionato saranno le sue ultime sulla panchina biancoceleste.
La giornata successiva alla finale di Coppa Italia si è rivelata ancora più complessa per il tecnico toscano. La decisione della Lega, confermata dalla Prefettura, di far disputare il derby alle 12 di domenica ha scatenato la sua dura reazione. “Se si gioca lunedì sera ci sarò, se decideranno per mezzogiorno di domenica io non ci sarò”, aveva tuonato Sarri al termine della partita.
Sebbene possa sembrare una provocazione, fonti vicine all’allenatore hanno assicurato che l’intenzione fosse reale, anche se un’assenza effettiva rimane improbabile. Il tecnico non ha accettato una decisione che, a suo dire, condizionerà la prestazione a causa del caldo, penalizzando la sua squadra che ha disputato un incontro dispendioso solo tre giorni e mezzo prima. Nonostante tutto, Sarri preparerà la partita con la consueta meticolosità per poi decidere la sua mossa finale.
La società ha evitato di esprimersi ufficialmente sulla vicenda, considerando le parole di Sarri una reazione a caldo, seppure comprensibile. Un’eventuale assenza in panchina rischierebbe di aprire un contenzioso legale tra le parti, scenario che la dirigenza vuole assolutamente evitare.
Tuttavia, un confronto legale potrebbe profilarsi comunque sotto altre forme. Appare infatti sempre più probabile che a fine stagione le strade della Lazio e del suo allenatore si separeranno, malgrado un contratto in scadenza nel 2028 da 3 milioni netti a stagione. Sarri aveva già manifestato perplessità sul suo futuro a causa delle difficoltà incontrate durante l’anno, a partire dal mercato.
La chiusura deludente della stagione, con la Lazio rimasta fuori dalle coppe europee per il secondo anno consecutivo (un evento che non si verificava dal biennio 2005-2006), ha reso la permanenza del tecnico ancora più complicata. La separazione non sarà semplice, considerata l’esistenza di un contratto oneroso, a meno che una delle due parti non decida di forzare la rottura.
Nel frattempo, la società presieduta da Lotito ha già iniziato a guardarsi intorno per individuare un possibile successore. Tra i profili seguiti ci sono Raffaele Palladino, qualora lasciasse l’Atalanta, il tecnico tedesco Runjaic, sotto contratto con l’Udinese fino al 2027, e l’ex commissario tecnico della Nazionale, Rino Gattuso.






