Al termine di un’amichevole di preparazione, l’allenatore Maurizio Sarri ha analizzato la prestazione della sua squadra e ha colto l’occasione per esprimere il suo pensiero sul calciomercato. Il tecnico ha commentato la partita definendola ‘molto ordinata, su discreti livelli’, un risultato apprezzabile considerando il momento della preparazione. Ha sottolineato però che c’è ancora molto da progredire e che i pochi giorni rimasti prima dell’inizio del campionato saranno cruciali per un ulteriore miglioramento.
Il discorso si è poi spostato inevitabilmente sulle trattative, un argomento che Sarri ha dimostrato di non gradire. ‘È una delle cose più pallose del calcio, come si dice in Toscana’, ha esordito senza mezzi termini. L’allenatore ha definito un ‘insulto al lavoro e alla mia professione’ il fatto che si parli quasi esclusivamente di acquisti e cessioni mentre le squadre lavorano sul campo. Secondo la sua analisi, i Mondiali hanno ostacolato l’avvio delle trattative e il mercato, pur restando aperto per due mesi, finisce per decidersi sempre nell’ultima, frenetica settimana.
Interrogato sulle possibili operazioni future e sulle dichiarazioni del direttore sportivo Cristiano Giuntoli, Sarri ha elogiato la figura del dirigente, definendolo ‘uno dei direttori sportivi più scaltri e importanti del panorama europeo’. Ha però ribadito la sua posizione: ‘Io sono un uomo di campo, non disperdo le mie energie sul mercato che per me è incontrollabile’. Ha anche commentato l’acquisto di Rasmus Kristensen, descritto come ‘un buon giocatore che ha le basi per diventare forte anche nella difesa a quattro’, precisando che servirà tempo.
L’allenatore ha poi parlato di alcuni giocatori specifici, come Giacomo Raspadori. Pur esprimendo stima nei suoi confronti, ha dichiarato: ‘Da lui mi aspetto molto di più’. Ha anche difeso Gianluca Gaetano, spiegando che la sua difficoltà a entrare nei fraseggi non è stata colpa sua, ma di una circolazione di palla troppo orizzontale che non permetteva di innescarlo.
Infine, Sarri ha delineato le aree di miglioramento per la sua squadra. ‘Dobbiamo velocizzare molto le uscite ed essere più fluidi’, ha spiegato. Ha insistito sulla necessità che i difensori imparino a non muovere la palla da fermi, ma che sfidino gli attaccanti avversari per creare spazi. Ha concluso avvertendo che ‘la transizione sarà comunque lunga e difficile’, e che ci saranno momenti di grande difficoltà in cui l’unica soluzione sarà ‘abbassare la testa e lavorare’.



