NAPOLI – 06 maggio 2026 – Un’ombra nera, già nota alle cronache e alla giustizia, torna ad allungarsi su una scuola di calcio napoletana, trasformando un luogo di sport e aggregazione giovanile in un teatro degli orrori. Nella giornata di oggi, gli agenti della Polizia di Stato hanno stretto le manette ai polsi di un uomo di 58 anni, ex allenatore, dando esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Tribunale di Napoli. L’accusa, pesantissima, è quella di violenza sessuale aggravata ai danni di un suo giovanissimo allievo, un bambino di età inferiore ai quattordici anni.
L’incubo per la giovane vittima e la sua famiglia ha iniziato a prendere forma quando i genitori, insospettiti da alcuni cambiamenti nel comportamento del figlio, hanno trovato il coraggio di rompere il muro del silenzio e della vergogna, presentando una denuncia per presunti abusi sessuali. Da quel momento, la macchina investigativa si è messa in moto senza sosta. La Squadra Mobile di Napoli, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica locale – e in particolare della IV Sezione Indagini, specializzata in “violenza di genere e tutela delle fasce deboli della popolazione” – ha avviato un’attività d’indagine tanto complessa quanto serrata.
Gli investigatori hanno raccolto elementi, testimonianze e riscontri che, pezzo dopo pezzo, hanno composto un mosaico accusatorio sconcertante. Sono emersi gravi indizi di colpevolezza a carico del 58enne, il quale, abusando del suo ruolo e della fiducia incondizionata che un allievo ripone nel proprio allenatore, avrebbe commesso ripetuti abusi sessuali all’interno degli spogliatoi e di altri locali del centro sportivo frequentato dal minore.
Ma il dato più agghiacciante che emerge da questa torbida vicenda è il profilo dell’indagato. L’uomo non è un nome nuovo per gli archivi della giustizia. Risulta infatti essere già stato indagato e condannato in via definitiva per reati della stessa, identica natura: violenza sessuale aggravata, pornografia minorile e detenzione di materiale pedopornografico. Anche in quel caso, la vittima era un ragazzino infraquattordicenne e gli abusi erano stati commessi all’interno del medesimo istituto comprensivo. Un precedente terrificante che solleva interrogativi inquietanti su come l’uomo, nonostante una condanna passata, potesse ancora trovarsi a contatto con minori in un contesto sportivo. È da sottolineare che, al momento di questo nuovo arresto, l’indagato era già sottoposto a un’altra misura cautelare per reati analoghi, segno di una pericolosità sociale ritenuta dagli inquirenti particolarmente elevata e di una spaventosa serialità nel suo modus operandi.
L’uomo si trova ora rinchiuso in carcere, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. È fondamentale precisare, come richiesto dalla legge e sottolineato dagli stessi inquirenti, che il provvedimento eseguito è una misura cautelare, disposta in sede di indagini preliminari e avverso cui sono ammessi mezzi di impugnazione. Il destinatario della stessa è una persona sottoposta alle indagini e, pertanto, da considerarsi presunta innocente fino a una sentenza definitiva di condanna. Tuttavia, l’arresto odierno riaccende i riflettori su un dramma silenzioso che si consuma spesso in luoghi insospettabili, e sull’importanza cruciale di vigilare e denunciare per proteggere i più vulnerabili.






