Lucca, uccise la ex dandole fuoco: la Cassazione conferma la condanna a 30 anni

La donna fu soccorsa subito e prima di essere sedata fu proprio Vania Vannucchi a fare ai soccorritori il nome del suo assassino, che nel frattempo si era allontanato

Foto Fabio Cimaglia / LaPresse

FIRENZE – La Corte di Cassazione ha confermato, nella tarda serata di ieri, la condanna a 30 anni di carcere per Pasquale Russo, 48 anni. Che il 2 agosto del 2016, al termine di una lite, a Lucca aggredì la sua ex, Vania Vannucchi, e le diede fuoco. La donna, 46 anni, morì il giorno dopo nell’ospedale di Pisa. La Cassazione ha respinto il ricorso della difesa. E ha confermato le condanne a 30 anni, per omicidio volontario aggravato da crudeltà e atti persecutori. Inflitte sia in primo grado dal gup Antonia Aracri in rito abbreviato il 29 maggio del 2017, sia dalla Corte di appello di Firenze il 25 luglio dell’anno successivo. I giudici della Cassazione hanno riconosciuto anche le aggravanti della crudeltà e dello stalking, facendo cadere soltanto l’ipotesi della premeditazione.

Secondo quanto ricostruito nel corso delle indagini e nei due processi, il 2 agosto del 2016 Russo, al termine di una lite, bruciò viva Vania. Perché lei non voleva più saperne della loro relazione e anzi minacciava di denunciarlo per stalking. Dopo averle rubato il cellulare entrandole in casa di notte, Russo l’aveva attirata in un appuntamento trappola dietro l’ex ospedale Campo di Marte con la scusa di restituirle il telefonino. Dopo una violenta lite, la cosparse di benzina e le dette fuoco fuggendo via. La donna fu soccorsa subito. E prima di essere sedata fu proprio Vania Vannucchi a fare ai soccorritori il nome del suo assassino, che nel frattempo si era allontanato. Pasquale Russo fu rintracciato poco dopo dalle forze dell’ordine e arrestato.

(LaPresse)


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