Mafia e appalti, patto in carcere tra Schiavone e Ndrangheta

Il nipote del boss Francesco "Sandokan", conosciuto come "O Russ", puntava agli appalti in Calabria. Il ruolo di Coppola (che non è indagato).

510
Pubblicato il

La Divisione investigativa antimafia di Napoli studia i movimenti di Nicola Schiavone ‘o russ, nipote del boss Francesco Sandokan Schiavone. Era già finito in cella perché aveva messo al servizio del clan dei Casalesi il suo ruolo di imprenditore. Terminata di scontare la pena incassata nel 2019, tornato nell’Agro aversano (dopo alcuni mesi ai domiciliari in Toscana). Secondo la Dia, mentre era in prigione ha intessuto relazioni con soggetti collegati alla ‘ndrangheta che avrebbero potuto aiutarlo negli appalti in Calabria.

La circostanza emerge durante una conversazione con l’imprenditore Mario Coppola, di Casal di Principe, datata ottobre 2020. ‘O russ dice all’uomo d’affari che si stava organizzando per partecipare ad alcune gare bandite proprio in Calabria. Per rituffarsi nel mondo degli affari, Schiavone avrebbe costituito, secondo l’accusa, la Vonax Group, intestandola solo fittiziamente al liternese Alessandro Ucciero.

Il pubblico ministero Graziella Arlomede della Dda ha chiesto al Tribunale di Napoli di condannarlo, con rito abbreviato, a 8 anni di reclusione. Coppola non è coinvolto in questo procedimento e, per quanto è a nostra conoscenza, non è indagato. Ed è da considerare innocente (stesso ragionamento che vale per Schiavone), fino a un’eventuale sentenza di condanna irrevocabile.

Articolo precedenteStalking ai danni di una minorenne, condannato commerciante di Grazzanise
Articolo successivoSpari a Ponticelli, sullo sfondo le tensioni tra clan di camorra
Giuseppe Tallino
Giornalista professionista casertano, si occupa soprattutto di cronaca giudiziaria e di cronaca nera. Negli ultimi anni si è dedicato alle inchieste sugli intrecci tra criminalità organizzata e mondo politico e imprenditoriale. I suoi articoli sono stati ripresi da numerose testate nazionali e per questo è intervenuto in alcune trasmissioni televisive di inchiesta sulle principali reti nazionali, tra le quali Report e Far West su Rai Tre e '100Minuti' su La7. Per le sue inchieste è finito nel mirino di Augusto La Torre, boss di Mondragone. Per tale ragione, la Prefettura di Caserta ha disposto misure di tutela nei suoi confronti. Del caso si sono occupati anche l’Ordine dei giornalisti della Campania e l’Osservatorio Ossigeno per l’Informazione.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome