Mario Balotelli e la Nazionale: le sue dichiarazioni tra venti di novità e critiche

Supermario: "Rappresentare il mio paese da originario africano sarebbe un segnale forte"

Foto Marco Alpozzi - LaPresse
di Alberto Zanello

TORINO (LaPresse) – Dopo aver interrotto il digiuno di gol, andando a segno nell’amichevole contro l’Arabia Saudita, Mario Balotelli rompe il silenzio anche davanti ai microfoni, a quattro anni dall’ultima volta in Nazionale. A modo suo, ovviamente. Senza peli sulla lingua, tra il sogno Pallone d’Oro e il dispiacere per il lungo esilio azzurro. Sconfinando anche al di là del rettangolo verde per affrontare temi sociali, come il razzismo.

“E’ ora che l’Italia diventi più aperta e cominci a integrare le persone da fuori, come fa la Francia o l’Inghilterra. Come ho scritto è ora di svegliarsi”

Ciò è quanto ha spiegato in conferenza stampa da Vinovo il centravanti azzurro. Riprendendo il concetto espresso sui social (“siamo nel 2018 ragazzi basta! Svegliatevi! Per favore”) in risposta allo striscione razzista (“il mio capitano è di sangue italiano”) esposto durante la partita di San Gallo. “E’ un discorso complicato, io l’ho vissuto quando anche quando ero più piccolo, ora come ora non so se sia razzismo o gelosia – ha aggiunto l’ex giocatore di Milan e Inter – però è un discorso che fa molto male e dà anche fastidio. Un giudizio su Salvini al governo? Non sono ancora un politico, quando lo sarò risponderò”, ha scherzato ‘Supermario’.

Nell’attesa di vederlo a Montecitorio il giocatore classe ’90 si accomoderà in panchina (partiranno dal 1′ in attacco Insigne-Belotti-Verdi) in occasione dell’amichevole di Torino contro l’Olanda.

L’ipotesi fascia da capitano – Balotelli è il secondo calciatore con più presenze in azzurro dietro solo a Bonucci – resta però concreta. E anche qui Supermario è protagonista di un altro ‘fuoricampo’. “Fare il capitano per me non cambierebbe più di tanto, io sono in questa Nazionale per fare gol, non per fare il capitano. Si può benissimo essere un esempio anche senza fascia”, ha spiegato senza troppi giri di parole l’ex attaccante del Manchester City. Ha poi aggiunto tuttavia che “per gli altri potrebbe essere un bel segno, soprattutto per gli immigrati africani che vivono in Italia. Rappresentare il mio paese da originario africano sarebbe un segnale forte”.

Ancora in cerca di una sistemazione dopo l’ottimo biennio al Nizza, anche se le ipotesi di rivederlo in Italia sono remote – “chi dà a Raiola tutti quei soldi?”, è la battuta con cui ha liquidato il discorso mercato – Balotelli è concentrato ora soltanto sulla Nazionale.

“Sono stato abbastanza male, però non credo serva tanto parlare del passato – ha ammesso ‘Supermario’ – Bisogna cominciare da queste partite e dal presente. Quello che è passato è passato. L’assenza nello spareggio Mondiale? Fa dispiacere ma basta pensarci”. Non è mancata però una piccola stoccata a Ventura. “Non ho idea di perché non mi abbia convocato – ha spiegato – Avevamo parlato, però non ho capito bene le sue spiegazioni. Alla fine lui è l’allenatore e ho rispettato le sue scelte”. Il ‘nuovo’ Balotelli è anche questo.

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