Medioriente, Onu: “A Gaza situazione apocalittica”. Almeno 15mila morti nella Striscia

L'offensiva israeliana prosegue. Oms: "Tel Aviv chiede di svuotare i nostri magazzini a Gaza sud". Ma lo Stato ebraico smentisce

La guerra in Medioriente giunge al giorno 60. Prosegue l’offensiva di Israele nella Striscia di Gaza, con l’impiego di numerosi carri armati soprattutto al sud. Secondo l’esercito israeliano, almeno 15mila palestinesi sono morti durante i combattimenti dal 7 ottobre, di cui circa 5mila sono militanti di Hamas. Le autorità palestinesi precisano che il 70% delle vittime sono donne e bambini.
L’Oms ha ricevuto notifica dalle Forze di difesa israeliane di rimuovere le forniture dai due magazzini medici nel sud dell’enclave entro 24 ore, “poiché le operazioni di terra li renderanno inutilizzabili”. Lo Stato ebraico però smentisce.

Satelliti mostrano offensiva di terra in sud Gaza

Foto satellitari, scattate domenica scorsa da Planet Labs Pbcs e analizzate oggi da Associated Press, mostrano che Israele ha iniziato la sua offensiva di terra nel sud della Striscia di Gaza nel quadro della sua guerra contro Hamas. Le foto mostrano carri armati israeliani e altri mezzi corazzati a poco meno di 6 chilometri a nord di Khan Youns, principale città del sud dell’enclave palestinese. Il dispiegamento israeliano si trova appena a ovest di Salah al-Din, principale corridoio nord-sud della Striscia usato dal molti profughi palestinesi per fuggire.

L’analisi di Ap ha consentito di individuare le posizioni israeliane in quattro cluster per un totale di 150 tra veicoli corazzati, carri armati e altri veicoli. I soldati israeliani hanno creato dei terrapieni attorno ad alcune delle loro posizioni, che possono essere utilizzati come copertura. Le immagini mostrano tracce recenti dei cingoli dei tank, facendo ipotizzare che i loro movimenti siano avvenuti da poco. L’esercito israeliano non ha risposto alla richiesta di un commento sulla sua strategia offensiva in base a quanto emerge dalle immagini. Tuttavia la manovra e i veicoli presenti suggeriscono che l’esercito di Tel Aviv punti a spostarsi verso Khan Younis, una zona nella quale sono stati già segnalati scontri.

Raid Israele in campo profughi Qalandya, morto palestinese

Un palestinese di 25 anni, identificato come Muhammad Yousef Hassan Manasra, è morto a seguito di un raid effettuato dalle forze israeliane nel campo profughi di Qalandya, in Cisgiordania. Lo riporta Wafa citando il locale ministero della Sanità. Secondo la ricostruzione le truppe israeliane avrebbero preso d’assalto la casa di Manasra e fatto esplodere la porta dell’abitazione dietro la quale si trovava la vittima, morta sul colpo. Le forze di Tel Aviv avrebbero quindi arrestato il fratello della vittima, Abdullah, prima che riuscisse a fuggire.

“Ogni volta che pensiamo che la situazione a Gaza non possa diventare più apocalittica” di quanto già non sia “questo accade”. Lo scrive su X il sottosegretario generale dell’Onu per gli Affari umanitari, Martin Griffiths. “Alle persone viene ordinato di spostarsi di nuovo, con poco con cui sopravvivere, costrette a fare una scelta impossibile dopo l’altra”, aggiunge Griffiths. “Nessun posto è sicuro. Né gli ospedali, né i rifugi, né i campi profughi. E nessuno è al sicuro. Né i bambini, né gli operatori sanitari, né quelli umanitari”, spiega. “Questo evidente disprezzo per le basi dell’umanità deve finire. I combattimenti devono cessare”, conclude.

Dall’alba si sentono risuonare le sierene anti-aereo allarmi di raid aerei sono suonati nei kibbutz israeliani di Nir Oz e Nirim, al confine con Gaza, entrambi evacuati dopo essere stati devastati dai terroristi di Hamas il 7 ottobre. Secondo quanto riporta il Times of Israel, non ci sono notizie immediate di impatti, danni o vittime.Il servizio di ambulanze di Magen David Adom afferma, nel frattempo, di non aver ricevuto segnalazioni di impatti o vittime delle prime sirene a Beersheba.

Altri 3 soldati israeliani uccisi a Gaza

Idf annuncia la morte di altri tre soldati uccisi combattendo i terroristi di Hamas nella Striscia di Gaza, portando a 78 il bilancio delle vittime dall’inizio dell’offensiva di terra israeliana a fine ottobre.Secondo quanto riporta il Times of Israel, le vittime sono: il sergente Yakir Yedidya Schenkolewski, 21 anni, di Migdal Oz, soldato del 53esimo battaglione della 188a brigata corazzata, il capitano Eitan Fisch, 23 anni, di Peduel, ufficiale del 53esimo battaglione della 188a brigata corazzata, il sergente maggiore Tuval Yaakov Tsanani, 20 anni, di Kiryat Gat, un soldato del 53esimo battaglione della 188a brigata corazzata.Le forze di difesa israeliane hanno affermato che altri quattro soldati sono rimasti gravemente feriti mentre combattevano nel nord di Gaza.

Colpite postazioni di lancio di Hezbollah

Aerei da combattimento dell’Iaf hanno colpito postazioni di lancio di Hezbollah, infrastrutture terroristiche e un complesso militare. Lo rendono noto le Forze di difesa israeliane, Idf, sul proprio canale Telegram.”In risposta a un lancio dal Libano verso l’area di Zar’it, nel nord di Israele – fanno sapere – l’Idf ha colpito le fonti dell’incendio.Inoltre, per eliminare una minaccia, l’Idf ha colpito alcune altre località nel territorio libanese”.

Mancano ancora 137 ostaggi

“Mancano ancora 137 ostaggi, ancora nelle mani di Hamas. Tra di loro vi sono 17 tra donne e bambini”. Lo scrive su X l’Idf, le Forze di difesa israeliane. “Abbiamo l’obbligo morale – affermano – di continuare a fare di tutto per riportare tutti a casa”. Nella giornata di ieri, i familiari degli ostaggi hanno chiesto il ritorno al tavolo delle trattative per raggiungere un accordo per la loro liberazione.

Colpiti da Idf siti Hezbollah in Libano

Le forze di difesa israeliane (Idf) hanno riferito di aver colpito numerosi siti di Hezbollah in Libano, a seguito di attacchi transfrontalieri da parte del gruppo terroristico.Lo riporta una dichiarazione dell’Idf citata dai media israeliani specificando chd i jet hanno colpito diversi siti di lancio, ‘infrastrutture terroristiche’ e una struttura militare di Hezbollah.”Inoltre, il fuoco dell’artiglieria dell’IDF ha attaccato una serie di aree del territorio libanese per eliminare la minaccia”, viene aggiunto.

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