Messico-Sudafrica inaugura i Mondiali all’Azteca

113
Cronache sport calcio
Cronache sport calcio

Il Mondiale 2026 prenderà il via dallo stadio Azteca di Città del Messico con la partita inaugurale tra i padroni di casa del Messico e il Sudafrica. L’impianto, celebre per aver ospitato momenti storici del calcio come la “Partita del Secolo” tra Italia e Germania nel 1970 e i trionfi di Pelé e Maradona, si prepara a scrivere un nuovo capitolo della sua storia.

Il Messico si presenta all’appuntamento con la guida tecnica di Javier Aguirre, tornato per il suo terzo ciclo sulla panchina della nazionale. Aguirre ha sostituito Lozano dopo l’eliminazione in Coppa America con l’obiettivo di invertire una tendenza negativa: da otto edizioni consecutive, la squadra non riesce a superare gli ottavi di finale. “Un Mondiale in casa è indimenticabile, ci sentiamo pronti”, ha dichiarato il commissario tecnico.

Nei test premondiali, la nazionale messicana ha ottenuto vittorie contro Serbia, Australia e Ghana, mostrando un gioco propositivo. Il modulo di riferimento è un 4-3-3 flessibile, che in fase offensiva può trasformarsi in un 4-2-4 per favorire gli inserimenti delle mezzali. Al centro dell’attacco ci sarà Gimenez, mentre il genoano Vasquez guiderà la difesa al fianco di Montes.

C’è grande attesa per il diciassettenne Gilberto Mora, unico minorenne del torneo, anche se Aguirre non lo considera ancora un titolare nonostante le pressioni di stampa e tifosi. Non dovrebbe partire dal primo minuto nemmeno il veterano Guillermo Ochoa, alla sua sesta partecipazione mondiale a 40 anni.

Il Sudafrica arriva al torneo da outsider. La nazionale dei “Bafana Bafana”, guidata dal commissario tecnico belga Hugo Broos, ha sorpreso vincendo il proprio girone di qualificazione davanti alla favorita Nigeria, ma le aspettative per la fase finale restano contenute. La critica locale ha evidenziato come la federazione non sia riuscita a capitalizzare l’organizzazione del Mondiale 2010 per far crescere il movimento calcistico nazionale.

La rosa sudafricana è composta quasi interamente da giocatori che militano nel campionato locale, con scarsa esperienza a livello internazionale. Per questo, la missione di Broos appare complessa. Le speranze di ribaltare il pronostico sono affidate ai pochi calciatori impegnati all’estero, come Okon dell’Hannover, Foster del Burnley e Mbokazi dei Chicago Fire.

Il clima di festa intorno all’evento è però turbato da questioni sociali. Nei giorni precedenti la partita, il sindacato degli insegnanti ha organizzato manifestazioni che hanno bloccato le principali vie di accesso allo stadio Azteca. I manifestanti accusano il governo di aver dato priorità e stanziato ingenti risorse per i preparativi del Mondiale, trascurando al contempo i diritti dei lavoratori della scuola e i servizi pubblici essenziali.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome