Migranti, Libera: “Non si gioca battaglia politica su fragilità persone”

“La situazione in cui versano le 49 persone da settimane a bordo delle navi Sea Watch e della Sea Eye a cui viene impedito di mettere piede a terra, ci retrocede come tante altre vicende recenti e meno recenti nel grado di civiltà e di umanità.

(Photo by FEDERICO SCOPPA / AFP)

ROMA – “La situazione in cui versano le 49 persone da settimane a bordo delle navi Sea Watch e della Sea Eye a cui viene impedito di mettere piede a terra, ci retrocede come tante altre vicende recenti e meno recenti nel grado di civiltà e di umanità. Davanti a questi fatti drammatici dobbiamo provare tanta nostalgia di umanità, stiamo parlando di persone. Resistere oggi significa esistere. Non limitarsi ad assecondare il corso della storia ma assumersi la responsabilità di deviarla. Sopratutto quando vediamo che sta prendendo una direzione contraria alla libertà e alla dignità delle persone e alla loro speranza di giustizia. Ci fa soffrire vedere le forze di governo giocare una loro battaglia politica sulla pelle,sulla fragilità e sulla sofferenza delle persone”. Così in una nota Libera sulla situazione dei 49 migranti a bordo delle due navi Sea Watch e della Sea Eye.

l’accusa all’Europa

“L’operato dell’Europa è gravemente insufficiente ed è giusto che l’ Europa si faccia carico nel suo insieme di una tragedia che ha contribuito non poco a provocare ma le inadempienze della politica non possono ricadere sulle spalle degli ultimi e degli indifesi, usati oggi come strumenti di ricatto per bassi giochi di potere. Quindi ben venga la ricerca di accordi vincolanti a livello continentale, ma intanto le persone si soccorrono e si accolgono. È questo il dovere della politica, ma è anche il compito di un popolo che ha dimostrato tante volte la sua vocazione all’ ospitalità e alla solidarietà”, si legge ancora.

LaPresse

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