Milan e Juventus affronteranno insieme la prossima Europa League, uno scenario che entrambe le società avrebbero preferito evitare. Sebbene il nuovo formato a 36 squadre ricalchi quello della Champions League, con una prima fase da otto partite, le differenze restano enormi, soprattutto sul piano economico e della gestione delle energie.
La distanza finanziaria con la massima competizione europea è netta. La sola qualificazione alla fase a girone unico dell’Europa League garantisce 4,31 milioni di euro, contro i 18,6 milioni della Champions. Anche i premi per i risultati sono imparagonabili: una vittoria vale 450.000 euro (contro 2,1 milioni), mentre un pareggio frutta 150.000 euro (contro 700.000).
Il divario si allarga ulteriormente nella fase a eliminazione diretta. Il percorso dagli ottavi alla finale di Europa League può portare nelle casse di un club fino a 15,4 milioni, con un bonus di 6 milioni per la vittoria. In Champions, lo stesso tragitto vale circa 57 milioni, più 6,5 per il trionfo finale. Complessivamente, un percorso vincente in Europa League può generare circa 25 milioni di euro, escludendo market pool e ranking storico, mentre in Champions si superano ampiamente i 100 milioni. A ciò si aggiunge il calo dei ricavi da stadio, dato il minor prestigio delle avversarie.
Oltre all’aspetto economico, la competizione presenta una sfida sportiva impegnativa. Giocare il giovedì sera costringe le squadre a un tour de force in vista delle partite di campionato, spesso posticipate a domenica sera o lunedì. I dati storici offrono un quadro chiaro: dalla stagione 2009-10, nessuna squadra italiana partecipante all’Europa League dall’inizio è riuscita a vincere lo scudetto.
Anzi, in molte occasioni i club italiani hanno concluso la Serie A dal quinto posto in giù, mancando la qualificazione alla Champions League. Questo dato sottolinea come il doppio impegno, senza una rosa adeguatamente profonda e un turnover ragionato, possa compromettere gli obiettivi in campionato.
Tuttavia, sottovalutare la competizione sarebbe un errore strategico. Vincere l’Europa League offre un premio di valore inestimabile: la qualificazione diretta alla fase a gironi della Champions League successiva e l’accesso alla Supercoppa Europea. Un’opportunità che trasforma la coppa in un obiettivo primario, soprattutto per chi rischia di non centrare le prime posizioni in campionato. La concorrenza sarà agguerrita, ma per Milan e Juventus la strada per tornare nell’élite del calcio europeo potrebbe passare proprio da qui.





