Il passaggio di Massimiliano Allegri sulla panchina del Napoli attende solo l’ufficialità, ma l’ultimo passo si sta rivelando più complesso del previsto. Dopo aver raggiunto un’intesa di massima con il presidente Aurelio De Laurentiis, l’allenatore non ha ancora potuto apporre la firma sul nuovo contratto. L’ostacolo è di natura burocratica e riguarda la definizione dei termini di uscita dal suo precedente club, il Milan.
Nonostante alcune voci di allarme, l’operazione che porterà Allegri a Napoli non è considerata a rischio e si prevede che andrà in porto. Tuttavia, i tempi potrebbero allungarsi a causa delle modalità con cui si sta gestendo la separazione dalla società rossonera, creando un’attesa imprevista per l’ambiente partenopeo.
Nelle scorse ore, il tecnico ha ricevuto la comunicazione ufficiale, tramite Posta Elettronica Certificata (Pec) firmata dal presidente Paolo Scaroni, con cui il Milan ha notificato il suo licenziamento per esonero. Questa formula, a differenza di una risoluzione consensuale, implica che Allegri rimanga contrattualmente legato al Milan e, di conseguenza, a libro paga del club fino alla scadenza naturale del suo accordo, fissata a giugno 2027.
Questo scenario è perfettamente noto alla dirigenza milanista, che non ha sollevato obiezioni. A favore del club gioca una clausola specifica presente nel contratto dell’allenatore. Tale norma permette al Milan di detrarre dall’ingaggio dovuto qualsiasi compenso che Allegri percepirà da un nuovo club. In termini pratici, l’impatto economico per le casse rossonere sarà minimo.
L’ingaggio di Allegri al Milan ammontava a 5 milioni di euro netti a stagione, con un potenziale aumento a 6 milioni in caso di qualificazione alla Champions League. L’offerta del Napoli si attesta invece su 4,5 milioni più bonus. Di conseguenza, il Milan sarebbe tenuto a versare solamente la differenza, pari a circa 500.000 euro all’anno fino al 2027. Una cifra contenuta che rende la situazione gestibile per la società.
Il punto di frizione è emerso con la possibile richiesta da parte di Allegri di una buonuscita per formalizzare l’addio. Indipendentemente dall’entità della somma, la proprietà del Milan, guidata da Gerry Cardinale, non sembra disposta a sostenere ulteriori esborsi economici. Questa posizione rigida ha reso la situazione meno lineare di quanto si potesse immaginare.
Si profila quindi il rischio di un braccio di ferro tra le parti. Qualora l’entourage del tecnico insistesse sulla richiesta, i tempi per la chiusura definitiva della pratica potrebbero dilatarsi notevolmente. La trattativa potrebbe infatti evolvere verso una risoluzione contrattuale completa, un processo legalmente più articolato e lungo rispetto al semplice esonero con il tecnico a libro paga altrove.








