A poche settimane dalla chiusura del mercato estivo 2026, il Milan ha definito la lista dei giocatori non più centrali nel progetto tecnico. La decisione dell’allenatore Ruben Amorim ha incluso, a sorpresa, anche il nome di Christopher Nkunku, considerato finora incedibile dalla dirigenza rossonera.
L’attaccante francese è stato quindi ufficialmente messo in vendita. Questa mossa ha immediatamente riattivato l’interesse della Roma, che già nelle scorse settimane aveva sondato il terreno per il giocatore, ricevendo però una risposta negativa. Con il cambio di strategia del Milan, lo scenario è radicalmente mutato.
Il club giallorosso è tornato a essere la destinazione più probabile, ma l’operazione presenta diverse complessità, soprattutto a livello economico. Nkunku è stato acquistato la stagione precedente dal Chelsea per 37 milioni di euro, più bonus quasi interamente non maturati. Il suo contratto, valido fino al 2030, prevede uno stipendio netto di 5 milioni di euro annui.
Il costo residuo a bilancio del calciatore al 30 giugno 2026 ammonta a circa 30 milioni di euro, cifra che scenderà a 22,6 milioni l’anno successivo. Il Milan dovrà basare le sue richieste su queste cifre per evitare di registrare una minusvalenza, sia in caso di cessione definitiva immediata sia con una formula di prestito con obbligo di riscatto.
L’ostacolo principale per la Roma è rappresentato proprio dall’ingaggio del francese, ritenuto eccessivo per i parametri del club. Un salario di tale entità supererebbe quello di giocatori chiave come Donyell Malen e sarebbe in controtendenza rispetto al recente rinnovo al ribasso firmato da Paulo Dybala. Un trasferimento sarà possibile solo se Nkunku accetterà una significativa riduzione dello stipendio.
La chiave per sbloccare la trattativa potrebbe però essere Matias Soulé. Il talento argentino è in uscita dalla Roma ed è un profilo gradito alla dirigenza del Milan, che finora aveva sospeso ogni discorso a causa della necessità di cedere altri esuberi. Ora, con Nkunku in partenza, le cose sono cambiate.
L’ipotesi più concreta è quella di uno scambio di prestiti, magari con diritti di riscatto che si trasformerebbero in obblighi al raggiungimento di determinati obiettivi, come la qualificazione alla prossima Champions League. Questo meccanismo permetterebbe a entrambe le società di gestire l’impatto sui rispettivi bilanci e di raggiungere i propri traguardi sportivi.



