Il Milan guidato dal nuovo allenatore Ruben Amorim ha iniziato il campionato con il piede giusto, conquistando una vittoria per 2-1 in trasferta sul campo del Torino. La partita ha segnato anche il debutto in Serie A per l’ex rossonero Ignazio Abate sulla panchina granata, in una sfida dal sapore particolare.
Il tecnico portoghese ha sorpreso con le sue scelte, rivoluzionando parzialmente la squadra e ottenendo subito i tre punti. A sbloccare il risultato è stato il giovanissimo Alphadjho Cissé, classe 2006, che ha festeggiato il suo esordio assoluto con la maglia del Milan segnando la sua prima rete in campionato con un inserimento preciso.
Il raddoppio è arrivato nel secondo tempo grazie a un’azione corale finalizzata da Adrien Rabiot, entrato dalla panchina e subito decisivo. Nel finale, il Torino ha accorciato le distanze con una pregevole rete in girata al volo di Che Adams, che però non è bastata per completare la rimonta.
La gestione della rosa da parte di Amorim ha visto anche l’esclusione a sorpresa di Luka Modric dall’undici titolare, con il fuoriclasse croato subentrato soltanto nella ripresa. La partita ha inoltre registrato il debutto in rossonero per Gonçalo Ramos e Gila, mentre tra le fila del Torino hanno esordito in Serie A Fitz-Jim e Mascardi, oltre al neo-acquisto Fortini.
Al termine dell’incontro, ai microfoni di Dazn, l’opinionista ed ex attaccante Fabio Bazzani ha analizzato la prestazione dei rossoneri, soffermandosi in particolare sull’impatto di un giocatore. “È il giocatore che nel primo minuto del primo tempo ha squarciato il Torino”, ha affermato Bazzani, riferendosi all’impatto immediato di Yunus Musah sulla partita.
L’analisi ha sottolineato come la sua progressione palla al piede abbia rotto gli equilibri difensivi avversari fin dalle primissime battute del match. “Ha vinto l’uno contro uno con gli avversari e ha creato subito un’occasione per il Milan”, ha proseguito l’ex bomber, evidenziando la capacità del centrocampista di creare superiorità numerica.
Bazzani ha poi formulato un’ipotesi sull’effetto psicologico di quella giocata sulla squadra di casa. “Non so se quella progressione abbia spaventato la squadra di Abate, che ha fatto una partita quasi interamente nella propria metà campo, giocando con un baricentro molto più basso di quanto ci aspettassimo”.
Questa tattica difensiva del Torino potrebbe essere stata una scelta strategica preparata in anticipo, ma l’influenza del centrocampista americano è stata comunque evidente per tutta la gara. “Fatto sta che comunque Musah ha aperto spesso il campo, creando più di una volta occasioni importanti per la squadra di Amorim”, ha concluso Bazzani.




