Conclusa una stagione di alti e bassi, il Milan ha iniziato a programmare il futuro, che porterà con sé un cambio di guida tecnica. L’eventuale arrivo di un allenatore con una filosofia tattica differente, come il candidato Rúben Amorim, imporrà una revisione delle gerarchie all’interno della rosa e metterà in discussione la posizione di alcuni giocatori.
Quattro profili, in particolare, affronteranno un’estate di riflessioni. Il primo è Fikayo Tomori: considerato un pilastro difensivo sotto Stefano Pioli, il suo status di intoccabile potrebbe essere riconsiderato. Un nuovo tecnico potrebbe richiedere caratteristiche diverse per la sua linea arretrata o semplicemente voler stimolare la competizione interna dopo una stagione in cui il rendimento del difensore inglese ha avuto qualche flessione.
Situazione diversa per Matteo Gabbia, rientrato a gennaio dal prestito al Villarreal e diventato un elemento affidabile. Nonostante abbia dimostrato il suo valore, dovrà riconquistare da zero la fiducia del nuovo staff, che potrebbe preferirgli un profilo di maggior esperienza internazionale o un acquisto mirato sul mercato.
Il futuro più incerto è forse quello di Alexis Saelemaekers. Di ritorno dal prestito al Bologna, dove ha disputato una buona stagione, il suo profilo potrebbe non rientrare nei piani tattici del Milan che verrà. La sua duttilità è un pregio, ma la sua collocazione in un modulo diverso dal 4-2-3-1 è un’incognita che lo rende un potenziale partente in questa sessione di mercato.
Infine, il giovane Davide Bartesaghi. Dopo aver esordito in prima squadra, per lui si aprirà un bivio fondamentale per la crescita. La dirigenza e il nuovo allenatore dovranno decidere se mantenerlo in rosa come alternativa o se mandarlo in prestito per garantirgli un minutaggio superiore e favorirne la maturazione. Le prossime settimane forniranno le prime risposte sul nuovo volto del Milan.



