Nonostante la Svizzera abbia festeggiato il passaggio ai quarti di finale del Mondiale dopo aver superato la Colombia ai rigori, per Ardon Jashari la serata ha avuto un sapore amaro. Il centrocampista ha mancato un’altra occasione per invertire la rotta di una stagione difficile.
Nell’ottavo di finale disputato a Vancouver, il giocatore del Milan è partito per la prima volta da titolare nel torneo, dopo un impiego quasi nullo nella fase a gironi. La sua presenza dal primo minuto è stata dettata dall’infortunio di Johan Manzambi.
Il commissario tecnico Murat Yakin lo ha schierato in un ruolo ibrido tra mediana e trequarti, ma la sua prestazione non è stata efficace. Con appena 23 tocchi di palla, non è riuscito a incidere e all’intervallo è stato sostituito da Sow, che ha contribuito a cambiare l’assetto della squadra.
Questa performance deludente si aggiunge alle difficoltà già vissute con il club. Jashari puntava infatti sul Mondiale per riscattare un’annata tribolata con il Milan, e prima della partita aveva espresso la sua amarezza per lo scarso utilizzo in nazionale: “Sono deluso, è il mio terzo torneo e trovo poco spazio”.
Il giocatore aveva comunque assicurato il suo impegno al tecnico Yakin, dichiarandosi pronto a mettersi al servizio della squadra e ad accettare le decisioni dell’allenatore, ribadendo che la cosa più importante resta il gruppo.
La sua prima stagione in rossonero è stata complessa. Acquistato per 34 milioni di euro dal Bruges, è stato il colpo più costoso del mercato ma ha trovato poco spazio. Il tecnico Max Allegri lo considerava una riserva di Luka Modric, limitandone drasticamente l’impiego.
A complicare il tutto si è aggiunta la frattura del perone subita in allenamento, che lo ha tenuto fuori per due mesi. Anche quando ha avuto delle opportunità, non è riuscito a sfruttarle. Il bilancio finale della sua stagione parla di soli 700 minuti giocati, 7 presenze da titolare in campionato, zero gol e un assist.
Il Mondiale, però, non è finito. La Svizzera affronterà l’Argentina ai quarti e per Jashari si profila un incontro speciale con il suo idolo, Lionel Messi. “Sono un suo fan da quando ero bambino, sarebbe un sogno giocare contro di lui”, aveva dichiarato.
Anche se non dovesse scendere in campo, Jashari ha già un obiettivo: ottenere un ricordo indelebile. “Di solito non chiedo la maglia agli avversari, ma per Messi farò un’eccezione. Ci proverò”, ha concluso.







