Mondragone. Il mercato della droga sul Litorale nelle mani di Gagliardi, 7 arresti

I pusher versavano al boss una tangente settimanale per spacciare in regime di monopolio

MONDRAGONE – Undici misure cautelari, 15 indagati a piede libero e oltre 15mila episodi di cessioni di droga contestati: sono i numeri dell’inchiesta, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia, che ha puntato a disarticolare una presunta organizzazione criminale che, sotto la guida del boss Angelo Gagliardi, alias Mangianastri, ex esponente della cosca La Torre, avrebbe gestito in monopolio lo smercio di narcotici tra Mondragone e Cellole. Il giudice Ambra Cerabona del Tribunale di Napoli, accogliendo in parte le richieste della Procura, ha ordinato il carcere per Gagliardi e Pietropaolo Serafino, gli arresti domiciliari, invece, per Fernando Palumbo, Fulvio Mariantoni, Manuel Miraldi, Oreste Langese e Fabio Orveto, l’obbligo di dimora per Ciro Oliva e Giorgio Gigliano e l’obbligo di presentazione all’autorità giudiziaria per Simone Luongo e Raffaele Santoro.

L’attività investigativa condotta dai carabinieri del Reparto di Mondragone, diretto dal tenente colonnello Antonio Bandelli (nel tondo), complessivamente ha coinvolto 27 persone (tutte da ritenere innocenti fino a un’eventuale sentenza di condanna irrevocabile) e a loro vengono contestati, a vario titolo, i reati di associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti, singole condotte di spaccio di droga, la detenzione illegale di armi e anche un sequestro di persona a scopo estorsivo.


I militari dell’Arma, anche attraverso attività tecniche, hanno accertato, afferma la Dda, che il boss Gagliardi grazie al suo ‘carisma criminale’ sarebbe stato in grado di controllare lo spaccio, consentendo all’organizzazione malavitosa, composta da soli soggetti italiani, di gestire il business dei narcotici in solitaria. Ma per farlo il gruppo, stando a quanto tracciato dai carabinieri, doveva corrispondere al mafioso una quota di denaro ogni settimana.

L’organizzazione capeggiata da Gagliardi sarebbe stata in grado, dice l’accusa, di rispondere a qualsivoglia domanda di tipologia di stupefacente e aveva assunto negli ultimi anni dimensioni significative, tanto da porsi come riferimento certo per i numerosissimi clienti che potevano acquistare stupefacente ad ogni ora del giorno e della notte sia nel comune di Mondragone che in quello di Cellole.
Le vendite di hashish, marijuana, cocaina e crack avvenivano sul Litorale, dicono i militari, grazie a una ben dettagliata divisione di compiti e funzioni che si sarebbe data la struttura diretta da Gagliardi. I pusher avrebbero avuto utenze telefoniche dedicate per la ricezione degli ordini dagli acquirenti e veicoli adoperati solo per l’attività di spaccio.

Nel corso dell’indagine sono stati sequestrati complessivamente oltre 30 chilogrammi di sostanza stupefacente, una pistola calibro 7.65 e un fucile sovrapposto, completi di munizionamento.

Il provvedimento emesso dal gip Cerabona è una misura cautelare, disposta in sede di indagini preliminari e i destinatari potranno impugnarla e dimostrare la propria innocenza già in sede di interrogatorio di garanzia. Nel collegio difensivo gli avvocati Marco Pagliaro, Antonio Miraglia, Edmondo Caterino, Salvatore De Blasio, Maria Miraglia, Luigi Mordacchini, Ignazio Maiorano e Mario Sciarretta.
Nel blitz di ieri mattina sono stati impiegati 100 militari dell’Arma, 40 mezzi, e sono stato impiegate anche le squadre del reparto Sos (Squadre operativo di supporto). A dare sostegno anche il Nucleo elicotteri carabinieri di Pontecagnano.

I Fiorillo direttori operativi dell’associazione

MONDRAGONE (gt) – Sono 16 gli indagati che, secondo la Dda di Napoli, hanno fatto parte del gruppo criminale specializzato nello spaccio di droga smantellato con il blitz di ieri eseguito dai carabinieri. Se Angelo Gagliardi, alias Mangianastri, sarebbe stata la figura che, con il suo carisma, controllava le attività di spaccio e, in cambio di una tangente, dava l’autorizzazione ai pusher a smerciare droga, a vestire i panni dei direttori operativi di questa gang erano, afferma l’accusa, Valentino ed Emilio Fiorillo. La compagine avrebbe beneficiato anche di ‘promotori’, cioè di soggetti che pubblicizzavano l’esistenza del sistema in grado di fornire narcotici. Di chi si tratta? Per la Dda sono Serafino Pietropaolo, Antonio Bova e Luciano Santoro. Oliva e Gigliano, invece, sarebbero stati i fornitori di stupefacente, portando la sostanza da Napoli a Mondragone.

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