NAPOLI – Nonostante i principali esponenti siano detenuti, il clan De Martino continua a mantenere una forte influenza criminale nel quartiere di Ponticelli, nella periferia orientale di Napoli. È quanto emerge dall’attività di monitoraggio e controllo svolta dalle forze dell’ordine, impegnate da settimane a presidiare il territorio per scongiurare nuove tensioni e possibili escalation di violenza tra gruppi criminali attivi nell’area.
Secondo gli investigatori, l’organizzazione, storicamente alleata con il clan De Micco, sarebbe ancora in grado di esercitare un controllo significativo su alcune attività illecite del quartiere, a partire dal racket delle estorsioni. Nonostante l’assenza dei vertici, attualmente tutti in carcere, la struttura del clan continuerebbe a funzionare grazie a uomini di fiducia incaricati di gestire gli affari e mantenere i rapporti con il territorio. Le informazioni raccolte dagli inquirenti delineano un quadro in cui il sistema estorsivo rappresenterebbe ancora una delle principali fonti di sostentamento dell’organizzazione. Commercianti e operatori economici restano tra gli obiettivi delle richieste di denaro avanzate dagli affiliati, secondo modalità che da anni caratterizzano il fenomeno del racket nelle aree a maggiore presenza criminale.
L’attenzione delle forze di polizia è particolarmente alta in un momento delicato per gli equilibri della criminalità organizzata nella zona orientale della città. I continui controlli e le attività investigative puntano a prevenire eventuali conflitti tra gruppi rivali e a impedire che nuove leve possano approfittare dell’assenza dei capi storici per conquistare spazi di potere.
Gli investigatori ritengono che parte delle somme raccolte attraverso le attività estorsive venga destinata al sostegno economico dei componenti della famiglia De Martino detenuti. In carcere si trovano infatti il boss Francesco De Martino, figura di riferimento del gruppo criminale, la moglie Carmela Ricci e i figli Antonio e Salvatore. Il mantenimento dei detenuti e delle rispettive esigenze economiche rappresenterebbe uno degli obiettivi principali della raccolta di denaro effettuata dagli uomini rimasti operativi sul territorio.
La persistenza del fenomeno conferma la capacità delle organizzazioni camorristiche di conservare la propria influenza anche in assenza dei leader.








